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Domenica 1°giugno si conclude il percorso di formazione degli adulti di Azione Cattolica, condotto a livello diocesano attraverso cinque tappe ispirate al tema “Re-Play”: ripartire, trovare nella vita di ogni giorno, spesso segnata da piccoli e grandi problemi, il coraggio di darsi altre possibilità, nella consapevolezza che in ognuno Dio ha posto una scintilla del Suo infinito desiderio di creare, custodire, donare vita e pace.

La quinta tappa rappresenta il culmine di questo itinerario ritmato da una serie di passaggi e di svolte suggerite dall’Ascolto della Parola di Dio, in invito alla Confidenza, passando dal Dubbio alla Fiducia.
Appuntamento a partire dalle 10 è nella parrocchia di Domodossola, dove è presente l’associazione parrocchiale di Azione cattolica in cui confluiscono anche alcuni soci di Villadossola. Il programma prevede la messa in chiesa parrocchiale, il pranzo e nel pomeriggio l’incontro a cura di Alice Salvoldi, attrice e story-teller, con una narrazione dal titolo “Sulla via di Damasco. Le conversioni di Paolo e Anania tra dubbi e fiducia”. Dopo il confronto e il dialogo, la conclusione alle 17.

Dai minori dell’hot spot di Samos al dialogo tra religioni: il quarto incontro del cammino annuale degli Adulti di AC

È stata Cameri ad ospitare il quarto incontro del cammino annuale del Settore Adulti dell’Azione Cattolica dal titolo “Dalla rassegnazione al sogno”. Quale esperienza riesce a contrastare la deriva della rassegnazione, perché si pensa che nulla mai cambierà? Quale forza interiore sostiene la speranza?

Il sogno di Nicolò Govoni

Per comprendere gradualmente questi passaggi sono state lette alcune pagine del libro “Se fosse tuo figlio” di Nicolò Govoni che denuncia le atrocità e gli abusi a cui assisteva nel centro di accoglienza migranti di Samos in Grecia, in modo particolare verso i minori. Govoni ha rischiato denunce e prigione per aver scritto nomi e cognomi dei responsabili del campo. La paura delle conseguenze della sua scelta non lo ha fermato, forte dell’amore per i ragazzi dell’hotspot.
Il libro rivela il sogno di bene che prende forma nel cuore di Nicolò: «in questo mondo di grande dolore e di straripante Speranza, ogni bambino è figlio mio. Ogni bambino è figlio di tutti. Aprirò una scuola!».
A piccoli gruppi, ognuno ha potuto riflettere e condividere la propria esperienza, da cui è emersa la consapevolezza che anche nelle avversità la vita si riempie di senso quando “la doni”. La fede e la vita spirituale sono le fondamenta su cui poggia la determinazione a realizzare il piccolo o grande sogno di bene che ci muove da dentro verso gli altri.

Il documento sulla Fratellanza umana

La giornata è poi proseguita con la relazione di don Maurizio Medina, parroco e docente presso l’Istituto Superiore di Scienze religiose di Novara. Ha ampliato l’orizzonte della riflessione introducendo, gradualmente, al “Documento sulla Fratellanza Umana per la pace e la convivenza comune” firmato da papa Francesco e dall’Imam Ahamad Al-Tayyed. Il notevole lavoro svolto da un comitato misto posto all’origine di questo documento, è un esempio concreto e incoraggiante da imitare. Tre gli orientamenti posti a favorire il dialogo: il dovere dell’identità, essere serenamente se stessi; il coraggio della Verità, comprendendo che siamo “compagni di strada”; la sincerità dell’intenzione: il dialogo non è una strategia ma via di verità che, pazientemente, va intrapresa per trasformare la competizione in collaborazione.

Il testo è diviso in cinque parti, con una breve prefazione e una bellissima preghiera invocazione
in cui per ben undici volte a partire da «In nome di Dio» (intenzionalmente lo stesso Dio), si esprime anche in nome di tutti coloro che non hanno voce: «in nome dei poveri», «In nome dei popoli», «In nome delle vittime», chiedendo «….che sia posta fine alle guerre, ai conflitti, al degrado ambientale e al declino culturale e morale che il mondo attualmente vive».

Con una forte affermazione: «Si dichiara fermamente che le religioni non incitano mai alla guerra e non sollecitano sentimenti di odio, ostilità, estremismo, né invitano alla violenza o allo spargimento di sangue». Insomma, Dio non ha bisogno di essere difeso da nessuno e non vuole che il suo nome venga usato per terrorizzare la gente.

La strada per le tre religioni di Abramo

Don Maurizio ha tracciato una strada da seguire: per noi cristiani, il ritorno al “Cristo disarmato e disarmante”. L’ebraismo necessita del ritorno ai valori del Talmud, mentre l’islamismo ha bisogno di fare riferimento alla Tradizione che si è arricchita, progressivamente, di una sapienza umana che ha permesso di interpretare e liberare la loro religione dall’esperienza della violenza.
La conclusione del documento è un invito alla riconciliazione, un appello alla tolleranza, una testimonianza della grandezza della fede in Dio che unisce, un simbolo dell’abbraccio tra coloro che credono che Dio ci vuole fratelli che si amano per raggiungere quella pace universale di cui godano tutti gli uomini in questa vita.
Al termine dell’incontro è stato regalato ai partecipanti il documento come impegno a interiorizzare e a condividere con determinazione questo sogno segno dell’amore di Dio per ogni essere umano.
Un sogno che abbiamo ascoltato anche dalla voce di papa Leone XIV che ha iniziato il suo pontificato con le parole “Pace disarmata e disarmante” unite al grido: “Mai più guerre!!”

L’articolo con le notizie dal territorio della Diocesi di Novara si può trovare sul nostro settimanale in edicola a partire da venerdì 23 maggio. Il settimanale si può leggere abbonandosi o acquistando il numero che interessa cliccando direttamente qui.

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