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Nonostante la denatalità, la bella notizia è che l’asilo di Formazza resiste. Don Aldo Re, gestore della struttura nata 55 anni fa, racconta che «il mio predecessore, don Emilio Olzeri che ha lasciato nel 2011, ai suoi tempi aveva molta più partecipazione, ed erano presenti anche le suore. Purtroppo, oggi si fa i conti con la diminuzione della densità di popolazione». Alle suore, negli anni, sono subentrate delle maestre: si cercavano persone radicate nel luogo, per coltivare la cultura e la lingua perché lì parlano anche titsch, un dialetto tedesco medievale walser.

«Noi quest’anno abbiamo un po’ di speranza – prosegue don Aldo – perché ci sono quattro coppie che si sono sposate e risiedono qui o vicino. Questa è un’annata di matrimoni per cui si spera che ci sia un futuro». Grazia Anderlini, volontaria della parrocchia, si occupa dell’asilo, gestito dalla stessa parrocchia: «Abbiamo una maestra unica e quattro bambini. Il problema è che ultimamente non nascono più bambini. L’anno prossimo entreranno due gemelle, poi per qualche anno non c’è più nessuno, non so per quanti anni riusciremo ad andare avanti. I finanziamenti arrivano lo stesso, dalla regione. L’edificio è di proprietà del comune che ci sostiene sempre.

L’articolo integrale, nella pagina dedicata alle Scuole cattoliche della Diocesi di Novara, assieme alle notizie dal territorio della Diocesi di Novara si può trovare sul nostro settimanale in edicola a partire da venerdì 27 giugno. Il settimanale si può leggere abbonandosi o acquistando il numero che interessa cliccando direttamente qui.

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