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“Verso una pace ‘disarmata e disarmante’” è il tema del messaggio di Papa Leone XIV per la 59esima Giornata Mondiale della Pace, che si celebra il primo gennaio 2026. Un messaggio che arriverà anche nelle piazze e nelle strade del centro città, a Novara, grazie alla tradizionale Marcia che la Comunità di Sant’Egidio propone ogni primo dell’anno.

L’appuntamento è per le 16 in piazza Cavour, dove ci sarà il ritrovo. Da qui, dopo l’introduzione di Daniela Sironi, responsabile regionale della Comunità, il corteo di bandiere colorate e di quelle di tutti i Paesi ancora in guerra sfilerà per le vie del centro per arrivare sino in piazza Martiri, alla Sala Borsa, che accoglierà il momento finale del pomeriggio. Sono attese testimonianze di chi ha lasciato il proprio Paese, proprio a seguito di conflitti, povertà e situazioni critiche.

«La nostra Marcia della Pace – spiega Sironi – si ispirerà al messaggio del Papa. E, per questa ragione, la vogliamo dedicare agli anziani. A chi, dall’alto della sua esperienza, può aiutarci a riflettere, può darci consigli sul come stare lontani dalle guerre. C’è, tra i nostri non più giovani, chi ha fatto in tempo a vivere i tempi della guerra. E sa come sono. Da loro dovremo partire con la nostra riflessione e capire l’importanza della pace».

Gli anziani sono testimoni di pace, «una pace che va passata di generazione in generazione – aggiunge la responsabile della Comunità di Sant’Egidio – Occorre costruire la pace, essere in grado di farlo, averne le capacità. E soprattutto saper costruire anche il perdono. I nostri anziani hanno tra gli 80 e i 100 anni. È una generazione che, come anticipato, ha visto la guerra. E ora vuole lasciare a figli e nipoti un mondo migliore, dove regni la pace. Saranno loro a spiegare e a far capire come la pace debba essere ‘disarmata e disarmante’, come dice il Pontefice». Lanceranno un appello ai più giovani, a tutti, per essere disarmanti e aiutare tutti a essere «costruttori di pace».

Un augurio di pace, dunque, affinché ogni Paese del mondo possa essere libero da conflitti, lotte e guerre e dove i bambini, le donne e gli anziani possano vivere senza le difficoltà che una guerra porta sempre con sé.

Appuntamento, dunque, in piazza Cavour il primo gennaio. «L’arrivo al Borsa sarà poi caratterizzato anche da una bella bevanda calda oltre che dalle testimonianze finali», conclude Sironi. A seguire, in Duomo, alle 18, ci sarà la messa del primo gennaio.

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