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Fare visita allo Scurolo, dire una preghiera davanti alle reliquie di San Gaudenzio, far benedire un oggetto personale. Sono piccoli gesti che si ripeteranno anche durante questa festa patronale. «Sarà di nuovo come tornare alle origini della nostra Chiesa, e per ciascuno di rinsaldare il proprio cammino di fede». Mons. Renzo Cozzi, parroco delle parrocchie unite del centro città, racconta i momenti della tradizione della patronale, ricordando «che ogni anno si rinnovano, si tramandano ai più giovani, fanno sentire unita la comunità e ridonano speranza».

Tra i momenti più attesi, il primo è l’Apertura dello scurolo di San Gaudenzio. Sabato 17 gennaio, alle 16, dopo la relazione della Fabbrica Lapidea sui restauri e sui progetti per il nuovo anno, sarà aperto lo Scurolo e i fedeli potranno avvicinarsi così alla teca in cui sono custodite le reliquie del patrono della città.

«Apriremo lo Scurolo di sabato, per permettere a più persone possibile di partecipare, ai nonni di portare i bambini, a chi lavora fuori città di prendervi parte – commenta il parroco -. Dalla giornata dell’apertura, fino al 31, ci sarà la possibilità di trovare dei volontari disponibili per la benedizione degli oggetti, che metteranno a disposizione anche delle immaginette del Santo. Chi porterà i bambini avrà l’opportunità di raccontare la propria fede con piccoli gesti semplici. Per i novaresi, di ricordare episodi della propria infanzia e per chi si è trasferito qui di scoprire una tradizione che fa parte della storia della città».

L’attenzione ai giovani trova spazio anche nel programma religioso. Nel giorno della festa, saranno i giovani ad animare il pontificale di San Gaudenzio. «L’animazione è affidata alla Cappella musicale del Duomo di Novara con le sue tre componenti: Orchestra giovanile novarese, Piccoli cantori di Santa maria e Coro dell’Istituto».

La parrocchia ha organizzato un momento per i bambini del catechismo, che sono invitati a prendere parte ad un incontro sabato 24 alle 15.30, “Sulle orme del santo patrono”. Sarà poi dedicato uno spazio particolare alle celebrazioni della comunità ucraina e a quella del personale sanitario e con i volontari ospedalieri. «Tutto questo è possibile grazie ai volontari delle parrocchie unite, che dedicano tempo, energie e passione, e alle corali e ai musicisti che animano le celebrazioni. Dico loro grazie per la loro disponibilità ad accogliere, come ogni anno, i fedeli di tutta la Chiesa novarese – ricorda mons. Cozzi -. Speriamo che anche quest’anno ritrovarsi in basilica, per la Messa del 22 gennaio, sia per tutti l’occasione per sentirsi davvero una comunità in cammino».

Articolo completo e altri approfondimenti dalla Diocesi di Novara si possono trovare sul nostro settimanale in edicola e online da venerdì 16 gennaio. Il settimanale si può leggere abbonandosi cliccando qui.

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