L’artigianato nelle province di Novara e del Verbano Cusio Ossola dimostra capacità di resistenza, ma deve affrontare sfide decisive: carenza di manodopera, ricambio generazionale, innovazione tecnologica e aumento dei costi. A tracciare il quadro è Michele Giovanardi, presidente di Confartigianato Imprese Piemonte Orientale.
«Il nostro è un tessuto economico che dimostra una notevole capacità di resistenza», spiega Giovanardi. Il Novarese mantiene una buona vitalità grazie alla manifattura e alla vicinanza con importanti poli industriali, mentre nel Verbano Cusio Ossola assumono particolare rilievo turismo, servizi e attività legate al territorio.
Secondo i dati della Camera di Commercio Monte Rosa Laghi Alto Piemonte, a fine 2025 erano registrate 8.665 imprese artigiane a Novara e 3.901 nel Vco. Nel corso dell’anno, le cessazioni hanno superato le nuove iscrizioni in entrambe le province.
La difficoltà maggiore riguarda il reperimento di personale qualificato. Mancano elettricisti, idraulici, meccanici, falegnami, muratori e altre figure fondamentali. Nel 2025 la difficoltà di trovare candidati ha raggiunto il 34,1% a Novara e il 35,4% nel Vco, contro una media nazionale del 30,2%.
Per il futuro, Giovanardi si dice fiducioso, pur sottolineando la necessità di intervenire. Nel Novarese le opportunità riguardano manifattura, meccanica, edilizia e servizi alle imprese. Nel Vco le prospettive sono legate soprattutto al turismo, alla ricettività e alla manutenzione del patrimonio edilizio, senza dimenticare le difficoltà delle attività nei territori montani.
Fondamentale sarà il ruolo delle associazioni di categoria nell’accompagnare le imprese verso il cambiamento. L’obiettivo, conclude Giovanardi, è un artigianato più giovane, tecnologico e strutturato, capace di crescere e competere sui mercati internazionali senza perdere la propria identità e il legame con il territorio.
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