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L’amore, le relazioni umane e le amicizie femminili hanno avuto un ruolo fondamentale nella vita e nell’opera di Clemente Rebora, accompagnandolo nel suo percorso umano, poetico e spirituale. Un intreccio di affetti e passioni che non si interrompe con la conversione religiosa, ma trova nella fede una nuova profondità.

In occasione del VI Annuale Reboriano, in programma a Stresa il 7 novembre, il nostro settimanale dedica un approfondimento alla figura del poeta novarese. A firmarlo è Ludovico Maria Gadaleta, che ripercorre il rapporto di Rebora con l’amore, dalla giovinezza fino all’approdo alla vita religiosa. Un ritratto che restituisce la complessità di un uomo capace di trasformare i legami e gli affetti in una ricerca continua di autenticità, senza rinnegare la propria umanità.

Di seguito, la presentazione del VI Annuale Reboriano a cura di Benedetta Lisci.


Nella vita intensa di Clemente Rebora, colma di fecondi rapporti umani, le amicizie femminili rappresentano un elemento cruciale, tale da risultare decisivo proprio nei momenti più importanti.

Per questo, il VI Annuale Reboriano, in programma a Stresa sabato 7 novembre 2026, alle ore 15.30 presso la chiesa del SS. Crocifisso, dov’è la tomba di Rebora, si intitola “Amicizie letterarie femminili. Clemente Rebora, Sibilla Aleramo, Ada Negri”.

Nella ricostruzione fatta da Ludovico Maria Gadaleta, le due scrittrici si trovano nell’orizzonte reboriano insieme ad un’altra protagonista del ’900, Margherita Sarfatti. Amicizie che Rebora condivide con la fidanzata Lydia Natus e che vedono intrecciarsi nella Milano degli anni ’20 passione letteraria, impegno umanitario, sottili rivalità e forti passioni, frutto di differenti personalità forgiate tramite esperienze di sofferenza.

Come ricorda la studiosa Chiara Tavella, la vita di Sibilla Aleramo è stata divisa in “tre esistenze” in cui il racconto di sé si è fuso con una forte militanza sociale: dal giornalismo alle scuole nell’Agro romano. Per Rebora, travolto dal trauma bellico sul Podgora, il carteggio con questa scrittrice diventa un diario di resistenza psicologica e un disperato ancoraggio alla lucidità. Si spiega allora perché, nella ricorrenza del 150° anniversario della sua nascita, la figura di Sibilla venga riletta sotto la lente del legame inscindibile tra scrittura e responsabilità intellettuale.

Ada Negri invece rappresenta la sponda della maturità artistica e della condivisione della sofferenza, segnata da gravi drammi personali: un matrimonio fallito e la morte precoce di una figlia. Come spiega Pietro Sarzana, la Negri trovò in Rebora un’anima affine: entrambi condividevano la concezione del dolore inteso non come sterile lamento, ma come spazio fecondo di purificazione e rivelazione.

L’appuntamento di Stresa si configura così come un’occasione fondamentale per rileggere la grande stagione del Novecento attraverso la lente delle affinità elettive.

La ricchezza del legame tra Rebora, Aleramo, Negri ed altre figure di primo piano della loro epoca, metterà in luce l’eterna capacità della poesia di nascere dalla complessità delle relazioni umane e, a sua volta, di costruirle e rafforzarle, specialmente nei momenti di più profonda crisi.

L’articolo integrale con i servizi dalla Diocesi di Novara sul nostro settimanale in edicola e online da venerdì 6 novembre. Il settimanale si può leggere abbonandosi cliccando qui

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