Ad Arona è festa per i martiri Graziano, Fedele, Carpoforo e Felino, una storica celebrazione, che nasce il 13 marzo 1576, data del ritorno delle reliquie dei martiri ad Arona.
In quell’anno i cittadini non furono capaci di trattenere la propria gioia e l’emozione per il tanto atteso ritorno; l’Amministrazione comunale, concorde con i sentimenti dei paesani, proclamò il giorno di festa.
Tuttavia, contrariamente a quanto la maggior parte degli aronesi pensa, il Tredicino non è la festa patronale, ma cittadina: il patrono di Arona si festeggia in settembre, in quanto è la Natività di Maria Vergine.
A quattrocentocinquant’anni dal lieto ritorno, vengono ancora organizzati diversi momenti per celebrare Graziano, Fedele, Carpoforo e Felino. Ad introdurre alla festa, la sera della vigilia, è stata la processione delle reliquie per le vie del centro storico.
Il corteo, partito dalla chiesa dedicata ai santi, è stato guidato da don Maurizio Medina, presente per la prima volta al Tredicino in qualità di parroco.
Alla croce, è seguita la San Giorgio Music Band, insieme ai fedeli e alla confraternita del Santissimo Sacramento e del Rosario di Paruzzaro; a seguire l’urna, portata a spalla dai fedeli, affiancata dai carabinieri in alta uniforme e dal gonfalone del Comune insieme alla vicesindaco Marina Grassani.
Insieme al parroco, don Francesco Gagliazzi, don Roberto Salsa, don Benoit Lovati e il diacono don Fabio Zanetti Chini.
Il momento più importante della processione è stato il tragitto delle reliquie via barca a vela, dello Yacht Club Arona, per tutto il lungolago: questo gesto vuole ricordare l’arrivo delle spoglie del 1576.
I giovani dell’oratorio si sono impegnati nell’organizzazione e decoro della processione, oltre che nella vendita di viole fuori dalle celebrazioni.
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