Condividi su

Festa per la comunità del Seminario San Gaudenzio che, lo scorso giovedì 26 marzo, ha vissuto il rito del conferimento dei ministeri del lettorato e dell’accolitato e quello dell’ammissione all’ordine sacro per quattro suoi componenti. La messa, che si è tenuta nella basilica di san Giuliano a Gozzano, è stata presieduta dal vescovo Franco Giulio Brambilla e concelebrata dai superiori del seminario con diversi sacerdoti diocesani.

I quattro seminaristi

A ricevere il lettorato è stato Samuele Russo, 24 anni, originario di Crusinallo, dove è cresciuto frequentando la parrocchia, e l’oratorio di Omegna. Ha conseguito la maturità presso l’ITC di Omegna per poi entrare in seminario nell’anno ’22-’23. Ha svolto il servizio pastorale presso la parrocchia e oratorio di Intra per due anni, quest’anno lavora nella pastorale vocazionale e nella parrocchia di Briga Novarese.

Hanno ricevuto il ministero dell’accolitato Simone Piccotti ed Emanuel Esposito. Simone, classe 1981, è nato a Vigevano, ma è cresciuto a Trecate dove ha vissuto il cammino di crescita nella fede. Dopo un lungo percorso di discernimento è entrato in Seminario nel ’22. Ha vissuto un’esperienza presso le parrocchie di Barengo, Cavaglio e Cavaglietto, due anni presso la parrocchia di Stresa e dallo scorso anno a Veveri. Emanuel ha 31 anni, è originario di Grottaglie (provincia di Taranto) e ha compiuto un primo tratto di cammino presso il Pontificio Seminario Regionale di Molfetta, dove ha completato gli studi teologici. Dopo aver interrotto per alcuni anni questo percorso, ed essersi nel frattempo trasferito a Novara (nelle parrocchie del Torrion Quartara e Rizzottaglia) insegnando religione, è entrato in seminario nel settembre ’23. Dopo una prima esperienza pastorale a Trecate, da due anni presta servizio nella parrocchia di Trobaso.

Ad essere ammesso agli ordini sacri è stato Samuele Rossi. Samuele ha 28 anni ed è originario della parrocchia di Cureggio. Ha maturato la decisione di entrare in Seminario dopo la GMG di Lisbona. Questo è il secondo anno che svolge il servizio pastorale presso la parrocchia e l’oratorio di Castelletto Sopra Ticino.

I ministeri

Il lettore è chiamato a proclamare, durante la messa, le letture che precedono il Vangelo, mentre l’accolito si occupa del servizio all’altare a fianco del diacono e del sacerdote, oltre che della distribuzione dell’Eucaristia come ministri straordinari della comunione, soprattutto a coloro che, infermi, non possono partecipare alla Messa. Entrambi i ministeri possono essere conferiti anche a laici e laiche, mentre per i seminaristi – ha spiegato il vescovo nell’omelia – «sono una tappa nel cammino di preparazione al diventare preti: hanno quindi un significato particolare, pedagogico e spirituale», così come l’ammissione agli ordini sacri. Un significato ancora più profondo perché – ha sottolineato – «non vengono cancellati quando si diventa prete, ma vengono intensificati, vengono per così dire, portati a compimento». Per spiegarli mons. Brambilla ha scelto tre coppie di parole.

Appello e Risposta

La prima è «appello e risposta». Perché il «servizio alla Parola», cui si dedicherà il lettore, non è un semplice servizio alla lettura di una parola scritta. « La parola di Dio – ha detto mons. Brambilla – è la relazione che avviene tra la sua chiamata e la nostra risposta. Solo riconoscendo la parola di Dio come un appello che interpella a noi a rispondere, la parola di Dio diventa viva e attiva per noi oggi». E ancora di più in un contesto di parole superficiali – quelle del chiacchiericcio e dei social – il credente è chiamato a custodirla, perché nutra, orienti e trasformi l’esistenza quotidiana.

Cibo e Bevanda

La seconda coppia di parole è per raccontare il ministero dell’accolitato: «cibo e bevanda», legate al servizio all’altare. «Non si riduce alla cura dei segni esteriori, pur importanti, ma custodisce il cuore del mistero: la presenza viva di Cristo – ha detto il vescovo -. La tradizione, richiamata anche da Francesco d’Assisi, tiene uniti convito e sacrificio, evitando riduzioni unilaterali. Ciò che raduna la comunità non è l’aspetto esteriore, ma l’incontro reale con il Signore nel pane e nel vino. Dopo la crisi della partecipazione, occorre riscoprire che l’Eucaristia non è “contenitore” ma contenuto vitale: segno semplice e disarmante che sostiene la fede e la vita nelle prove quotidiane».

Gesù e la Chiesa

Infine, l’ammissione agli ordini sacri, con la coppia di parole che descrivono il presbiterato: «Gesù e la Chiesa». Per il vescovo, «Il ministero sacerdotale vive nella loro unità: il prete non è solo uomo del sacro né semplice animatore della comunità. Se conduce solo a sé o alla comunità, manca l’incontro con Cristo; se propone un Cristo lontano, non raggiunge la vita delle persone. Il sacerdote è chiamato a stare “in mezzo”, come mediatore: rappresenta Gesù per la Chiesa e guida la Chiesa a Gesù. È padre spirituale che orienta oltre se stesso, perché Cristo incontri la gente oggi e la comunità sia edificata come luogo vivo di questo incontro».

L’articolo e altri servizi provenienti dalla Diocesi di Novara si possono trovare sul nostro settimanale in edicola e online da venerdì 3 aprile. Il settimanale si può leggere abbonandosi cliccando qui.

Condividi su

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Leggi anche

Diocesi
l'AZIONE

Le celebrazioni di Pasqua in Cattedrale a Novara con il vescovo Franco Giulio

Alessandro Visconti

Diocesi

Pasqua 2026, «Cuori che ardono» per il Risorto

Redazione

Diocesi
il VERBANO

Verbania ha accolto la Veglia delle Palme: oltre mille giovani “Cuori che ardono”

Alessandro Visconti

Diocesi

Il messaggio di Pasqua del vescovo Franco Giulio: «Dalla croce rinascono gioia e speranza cristiane»

Franco Giulio Brambilla