Per anni il quartiere San Rocco è stato raccontato come un’area marginale e in difficoltà, segnata dalla chiusura della Lidl di via Gibellini (che si è spostata su corso della Vittoria) e da un progressivo impoverimento di servizi. Oggi, però, lo scenario prova a cambiare con il rione che grazie a nuove aperture e a investimenti mirati sta tornando, piano piano a vivere.
Un primo segnale è arrivato con la palestra Fit Up, aperta 24 ore su 24, che da sei mesi richiama quotidianamente centinaia di utenti e ha riportato movimento e vitalità.
Un ulteriore passo arriverà a breve con l’apertura di Pollicino, il maxi ristorante per famiglie che sorgerà negli spazi dell’ex supermercato ancora inutilizzati. Con i suoi 2.240 metri quadrati, 600 posti a sedere, un’area giochi di 300 metri quadrati per i bambini e una zona “vintage games” per i più grandi, sarà uno dei locali più grandi della città.
Il progetto porta con sé anche un impatto occupazionale significativo: sono 40 le posizioni aperte, tra pizzaioli, cuochi, camerieri, store manager e addetti alle pulizie. «Abbiamo già ricevuto numerose candidature – spiega Francesco Porcelli, ceo di Pollicino – ma stiamo ancora cercando alcune figure chiave. Il nostro obiettivo è offrire a Novara non solo un nuovo ristorante, ma anche un’importante opportunità di lavoro e di crescita professionale, investendo nelle persone e radicandoci nella comunità». Dopo anni di difficoltà, San Rocco ritrova così un ruolo centrale. Grazie ai nuovi servizi e alla vicinanza alla stazione Nord, che lo rende comodissimo anche per chi si sposta verso Milano, il quartiere si propone oggi come un’area su cui conviene investire e in cui vivere.
Un impulso ulteriore è arrivato dal trasferimento temporaneo degli alunni della scuola Buscaglia, oggi in ricostruzione con fondi Pnrr: la presenza quotidiana di famiglie e insegnanti ha reso più vissuto il quartiere.
Ancora alcuni servizi mancano in particolare quello più richiesto dai residenti è il ritorno del medico così come gli anziani che hanno difficoltà a spostarsi vorrebbero un punto dove poter acquistare il cibo.
Fabio Botteon ha il ngozio Punto Azzurro da tanti anni nel quartiere: «Non è ancora cambiato moltissimo, forse un po’ porta la palestra ha incrementato il numero dei ragazzi. A mio modo di vedere però bisogna fare qualcosa in più se non si vuole che sia solo un quartiere ancora dormitorio. E’ chiaro che diventa impensabile un centro commerciale visto che è a pochi passi anche se di fatto in un altro quartiere. Quello che funziona molto è l’oratorio così come la squadra di calcio».
Maria Grazia Zambelli è la titolare della lavenderia 1 ora. «Noi fortunamente abbiamo sempre lavorato. Il fatto che qualche negozio nuovo arrivi è positivo, abbiamo notato qualcosa tramite la palestra. Penso che dopo l’addio della Lidl un negozio per gli anziani serva ancora».
Maria Barretta sottolinea la necessità «del dottore soprattutto per gli anziani. Il quartiere avrebbe bisogno di ulteriori servizi». Lucia De Nardis abita da 26 anni a San Rocco: «In questo periodo è un po’ peggiorato. Il supermercato manca speriamo però che con le nuove aperture ci sia un po’ di movimento in più. So che doveva aprire l’Auser sarebbe una cosa utile». Antonella, Antonio e Stefania parlando del problema del parchetto di via Foscolo da aggiustare e della necessità «di ancora più servizi. In realtà però non si sta così male qui, c’è il tabaccaio, la posta, la farmacia oltre ad un negozietto». Un altro punto che ha portato gente e movimento è il Circolo degli Amici come spiega Carmen Roberta De Simone: «Abbiamo ogni giorno tante persone che ruotano attorno al bar e siamo soddisfatte». Stesso pensiero per Luciana Quarta, Anna Catone, Maria Concetta Lepore, Anna Rita Amodeo, Nadia Curcio, Franco Melillo e Maria Teresa Butera. che aggiungono: «Anche se servirebbe il medico e un mini market almeno si inizia a vedere la luce».
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