Una svolta per il Comune di Novara che ha ufficialmente dato il via ad un grande progetto di riqualificazione energetica: un piano da oltre 100 milioni di euro per rinnovare e rendere più sostenibili cento edifici pubblici, i punti luce, semafori, attraversamenti pedonali.
Il Consiglio comunale ha approvato la proposta progettuale elaborata da un raggruppamento di imprese guidato da Edison Next Government Srl, che ha risposto alla manifestazione d’interesse lanciata dal Comune. Il progetto sarà ora sottoposto a gara pubblica, come previsto dalla normativa sui partenariati pubblico-privati.
«È un progetto che nasce da lontano – ha spiegato il sindaco Alessandro Canelli –. Abbiamo iniziato a lavorarci tre anni fa, partendo da una semplice domanda al mercato: cosa possiamo fare per rendere efficienti i nostri immobili e ridurre i costi? Oggi portiamo in aula una proposta concreta che poggia su basi tecniche solide, una documentazione molto articolata e soprattutto un principio guida: non spendere di più di quanto già spendiamo oggi, ottenendo però molto di più».
Il piano prevede investimenti per 100 milioni in 20 anni, circa 5,4 milioni di euro all’anno. Gli edifici verranno riqualificati sotto il profilo energetico, dotati di impianti moderni, lampade a led, nuovi sistemi di controllo elettronico e fonti rinnovabili.
Tra gli immobili coinvolti ci sono palazzi simbolo della città come Palazzo Cabrino, il Broletto, numerosi edifici scolastici, sedi amministrative, impianti sportivi e strutture comunali. La proposta si inserisce nella logica del partenariato pubblico-privato. La gestione energetica sarà affidata a un soggetto esterno che si farà carico degli investimenti, del monitoraggio dei consumi, della manutenzione degli impianti e della loro riqualificazione.
Il progetto è stato costruito sulla base di un piano economico-finanziario dettagliato, una matrice dei rischi condivisa tra pubblico e privato, e una serie di obiettivi ambientali precisi, tra cui la riduzione dei consumi fossili, l’aumento dell’efficienza energetica, l’utilizzo di fonti rinnovabili e la riduzione delle emissioni inquinanti.
«Nel caso dell’illuminazione pubblica, ad esempio – ha spiegato l’assessore ai Lavori Pubblici Rocco Zoccali – si interverrà sui punti luce in stato di ammaloramento, con la sostituzione delle lampade, dei pali e dei quadri elettrici, il tutto senza aumentare la spesa pubblica».
Durante la discussione in aula, non sono mancate le domande dell’opposizione, che ha chiesto spiegazioni sull’esclusione di alcuni immobili tra cui il Dal Lago, lo Sporting, il campo di atletica e il mercato coperto.
«Alcuni edifici non sono stati inseriti perché se fosse stato così avrebbero innalzato troppo il canone sulla parte corrente e perché su di essi – ha precisato Canelli – ci sono già in corso progettualità specifiche o problematiche tecniche da risolvere, come nel caso del mercato coperto, dove va valutata con la sovrintendenza la possibilità di installare pannelli fotovoltaici. Ad esempio per il Dal Lago stiamo lavorando a un piano più ampio che riguarda l’efficientamento nell’ambito di una riqualificazione per realizzare il palazzetto per disabili». Zoccali ha aggiunto che la selezione degli immobili si è basata su una valutazione tecnico-economica e su criteri di priorità energetica: «Sono stati scelti gli edifici più energivori, quelli che consentono maggiori margini di efficientamento».
Nonostante alcune critiche, la delibera è stata approvata con il voto della maggioranza.L’auspicio da parte dell’amministrazione è che il progetto sia ulteriormente migliorabile in fase di gara.
«Questa è la base – ha dichiarato Canelli – ma il progetto potrà essere ulteriormente migliorato con le proposte che arriveranno con la gara pubblica. In ogni caso, rappresenta una grande opportunità per innovare senza gravare sul bilancio, per migliorare la vivibilità della città e per avere edifici pubblici più moderni, efficienti e sostenibili». Secondo le stime fornite dai tecnici comunali, nel 2019 il Comune spendeva oltre 6,4 milioni di euro all’anno tra riscaldamento ed elettricità. I picchi del 2022, con l’impennata dei costi energetici, hanno toccato quasi 10 milioni. L’obiettivo ora è efficientare gli edifici, stabilizzare la spesa energetica, se possibile diminuirla, anche se questo dipenderà anche da variabili esogene, ed efficientare la gestione complessiva tenendo i conti in equilibrio.
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