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Dopo anni di annunci, rallentamenti e preoccupazioni, il progetto Silicon Box a Novara fa il primo passo avanti verso la sua messa in atto.

È stato infatti firmato l’Accordo di sviluppo tra Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Invitalia e la società di Singapore, l’indispensabile documento per far diventare realtà il maxi-impianto dei chiplet e trasformare la promessa industriale in un cantiere.

Nonostante l’accordo di sviluppo non dia il via libera alle ruspe, siamo al momento in cui lo Stato italiano lega formalmente il Governo e Silicon Box al progetto: 1,3 miliardi di euro di sostegno pubblico su un investimento complessivo da 3,2 miliardi per realizzare l’impianto di back-end avanzato, dedicato a chiplet, packaging e testing, un segmento oggi considerato strategico nella filiera globale dei semiconduttori.

Il progetto esce quindi dalla lunga e insidiosa fase burocratica di autorizzazione, passata anche dall’Unione Europea, e viaggia verso un piano fatto di tempistiche, assetto industriale, obiettivi occupazionali ed energetici.

Alcune condizioni devono ancora essere chiuse, a partire dagli aspetti finanziari e operativi che renderanno possibile l’apertura del cantiere, ma dovrebbero essere dissipate in via definitiva le nubi che si addensavano sul grande e strategico (non solo per l’Italia ma per l’intera Europa) progetto novarese.

Articolo completo e altri servizi provenienti dalla Diocesi di Novara si possono trovare sul nostro settimanale in edicola e online da venerdì 3 aprile. Il settimanale si può leggere abbonandosi cliccando qui.

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