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La nostra valle è stata colpita da numerosi incendi, causati certamente anche dalla persistente situazione siccitosa ma soprattutto dagli atti criminosi e folli degli esseri umani.

In Val Mastallone sono già andati in fumo oltre 400 ettari di bosco sul territorio comunale di Cravagliana e altri 10 ai margini dell’area protetta di Cervatto e Fobello, mentre 5 ettari sono bruciati in Val Sermenza, nel territorio di Boccioleto.

Anche Varallo ha avuto la sua dose di incendi, con piccoli roghi, presumibilmente originati dalle faville di quelli più grandi dell’alta valle, che hanno colpito le alture boscose attorno alla Res.

Nessun ferito e nessun danno alle proprietà private, ma il danno ambientale è incalcolabile. Anche i costi economici delle operazioni antincendio saranno con ogni probabilità da mettersi le mani nei capelli.

Basti pensare che nelle scorse due settimane nei cieli della regione sono stati operativi sette aerei Canadair, che costano in media 12 mila euro ciascuno per ogni ora di volo, oltre a quattro elicotteri.

Per quanto riguarda le operazioni a terra, sul solo territorio valsesiano ha operato una trentina di vigili del fuoco, affiancati dai volontari del gruppo Aib (Antincendio boschivo).

Lo stesso presidente della Regione, Alberto Cirio, è stato in valle per supervisionare la situazione e assicurarsi che le operazioni si svolgessero nel migliore dei modi, limitando per quanto umanamente possibile i danni.

Al conto si dovranno infine aggiungere anche le ricadute negative sul settore turistico ed escursionistico e le perdite economiche causate dall’annullamento di numerosi piccoli eventi culturali e naturalistici estivi programmati dai Comuni e dalla sezione locale del Club alpino italiano.

In questo scenario tragico, ad ogni modo, è emerso ancora una volta l’eccezionale spirito di solidarietà che caratterizza l’animo delle genti valsesiane.

Una menzione di lode va alla ditta Valverde, che ha offerto un bancale di acqua minerale ai vigili del fuoco impegnati nelle operazioni; alle amministrazioni comunali che, insieme all’Unione montana dei Comuni valsesiani, hanno preparato i panini per rifocillarli; e ai giovani del Centro giovanile “Giulio Pastore” di Varallo, che hanno distribuito le vivande.

Dal punto di vista ambientale l’estate 2026 si sta rivelando disastrosa.

La nostra valle è stata colpita da numerosi incendi, causati certamente anche dalla persistente situazione siccitosa ma soprattutto dagli atti criminosi e folli degli esseri umani.

In Val Mastallone sono già andati in fumo oltre 400 ettari di bosco sul territorio comunale di Cravagliana e altri 10 ai margini dell’area protetta di Cervatto e Fobello, mentre 5 ettari sono bruciati in Val Sermenza, nel territorio di Boccioleto.

Anche Varallo ha avuto la sua dose di incendi, con piccoli roghi, presumibilmente originati dalle faville di quelli più grandi dell’alta valle, che hanno colpito le alture boscose attorno alla Res.

Nessun ferito e nessun danno alle proprietà private, ma il danno ambientale è incalcolabile. Anche i costi economici delle operazioni antincendio saranno con ogni probabilità da mettersi le mani nei capelli.

Basti pensare che nelle scorse due settimane nei cieli della regione sono stati operativi sette aerei Canadair, che costano in media 12 mila euro ciascuno per ogni ora di volo, oltre a quattro elicotteri.

Per quanto riguarda le operazioni a terra, sul solo territorio valsesiano ha operato una trentina di vigili del fuoco, affiancati dai volontari del gruppo Aib (Antincendio boschivo).

Lo stesso presidente della Regione, Alberto Cirio, è stato in valle per supervisionare la situazione e assicurarsi che le operazioni si svolgessero nel migliore dei modi, limitando per quanto umanamente possibile i danni.

Al conto si dovranno infine aggiungere anche le ricadute negative sul settore turistico ed escursionistico e le perdite economiche causate dall’annullamento di numerosi piccoli eventi culturali e naturalistici estivi programmati dai Comuni e dalla sezione locale del Club alpino italiano.

In questo scenario tragico, ad ogni modo, è emerso ancora una volta l’eccezionale spirito di solidarietà che caratterizza l’animo delle genti valsesiane.

Una menzione di lode va alla ditta Valverde, che ha offerto un bancale di acqua minerale ai vigili del fuoco impegnati nelle operazioni; alle amministrazioni comunali che, insieme all’Unione montana dei Comuni valsesiani, hanno preparato i panini per rifocillarli; e ai giovani del Centro giovanile “Giulio Pastore” di Varallo, che hanno distribuito le vivande.

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