«Siate uomini e donne capaci di far prevalere la vita sulla morte». È l’augurio che il vescovo di Novara, mons. Franco Giulio Brambilla, ha consegnato alla comunità di Cannobio aprendo le celebrazioni per il 504° anniversario del miracolo della Santissima Pietà. Un invito che ha fatto da filo conduttore a due giorni intensi segnati da celebrazioni e gesti attesi, come la discesa della Sacra Costa, la processione dei Lumineri, la festa condivisa in tanti luoghi della città.
La festa si è aperta mercoledì 7 gennaio con la Messa nella collegiata di San Vittore, presieduta dal vescovo Brambilla e concelebrata da dodici sacerdoti.
Al termine, la solenne discesa della Sacra Costa, accompagnata dalla processione dei Lumineri, ha condotto i fedeli verso il santuario. A scandire il cammino, con il baldacchino portato dalla Confraternita della Santissima Pietà, i canti della Corale San Vittore e la musica del Corpo filarmonico cannobiese.
«È stata una festa sentita, come sempre, una tradizione che si rinnova e che coinvolge tutta la città», racconta don Mauro Caglio, parroco di Cannobio. «La celebrazione alla presenza del vescovo, la partecipazione dei sacerdoti, il contributo dei tanti volontari e della Confraternita sono il segno concreto di quanto questo appuntamento sia nel cuore della comunità».
Sono stati tanti anche i pellegrini, giunti «dalla sponda ambrosiana, dal nostro territorio e da Casale Monferrato, diocesi legata a Cannobio dalla figura di don Germano Zaccheo, presbitero novarese originario di qui e poi vescovo casalese». Presenti inoltre diversi coadiutori che si sono succeduti negli anni: don Damiano Pomi, don Massimiliano Maragno, don Pietro Minoretti. «Per Cannobio questa è la festa delle feste – prosegue don Caglio –: un momento di convivialità, durante il quale ci si sente vicini e ci si fa vicini agli altri. Le famiglie si ritrovano, si mangia insieme, si rinnova la tradizione».
Come da tradizione, le famiglie si sono riuniti per la cena delle luganighe, con la boba e i contorni invernali: «Una cena semplice e povera come quella servita cinque secoli fa dalla famiglia Zaccheo la sera del Miracolo– sorride il parroco –. È una tradizione che si tramanda ai bambini, è nel Dna dei cannobiesi».
Nell’omelia in San Vittore, mons. Brambilla ha ricordato che «non è stato un anno facile» e ha collegato il significato del miracolo con l’eredità del Giubileo della Speranza appena concluso, ricordando che l’Eucaristia – ostia, vittima e offerta – chiama a trasformare la sofferenza in dono. Facendo riferimento alla morte di don Matteo Balzano e alle vittime, alle famiglie e ai feriti di Cras – Montana, ha sottolineato che la trasformazione del dolore in un dono «è possibile solo attraverso l’amore».

«Ogni giorno – ha detto – ogni padre, madre, volontario, amministratore deve domandarsi se, nelle proprie scelte, fa prevalere la vita o la morte, la prossimità o la dimenticanza, la vicinanza o l’isolamento». Un appello a vivere il Vangelo provando a «uscire dall’io per andare verso l’altro e verso Dio», affidandosi alla presenza materna di Maria: «Perché nessuno si senta solo e abbandonato».
La festa è proseguita giovedì 8 gennaio con la Messa in santuario, presieduta dal vicario generale mons. Fausto Cossalter, che ha anche benedetto il lago, segno eloquente di affidamento di un territorio intero. Nel pomeriggio, i Vespri solenni e la processione di ritorno hanno riportato la Sacra Costa in collegiata, con la risalita lungo le vie della città.
«Non celebriamo solo un prodigio del passato – ha sottolineato mons. Cossalter – ma un mistero di salvezza che continua a parlare alla nostra vita». Davanti alla Santissima Pietà, ha ricondotto la comunità al cuore del mistero pasquale: il dolore che diventa passaggio, la croce che apre alla vita. «Cannobio, segnata dal sangue dell’Agnello, è chiamata a essere terra di misericordia e di speranza, luogo dove la fede si traduce in compassione».
Cannobio ha rinnovato il suo affidamento alla Madre della Pietà, custodendo una memoria che non è nostalgia, ma promessa di speranza.
L’articolo integrale, con le parole di mons. Franco Giulio Brambilla, del parroco don Mauro Caglio, del vicario generale mons. Fausto Cossalter, nella pagina dedicata al miracolo della Santissima Pietà, con la galleria fotografica (foto a cura di don Luca Longo, Adriano Cerutti, Mauro Cavalli) su tutte le edizioni del Settimanale della Diocesi di Novara, in edicola a partire dal 9 gennaio. Si può leggere anche online, abbonandosi alla versione digitale sfogliabile nel browser o tramite l’app a partire da qui.
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