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«Don Gregorio noi tutti ti diciamo grazie». Era il titolo del nostro settimanale diocesano di 10 anni fa, in data 11 dicembre 2015, nella pagina di cronaca del funerale di don Gregorio Pettinaroli, celebrato in duomo mercoledì 9 dicembre. “Noi tutti”: cioè fedeli laici, sacerdoti e religiosi che gremivano il duomo. Il grazie a nome di tutti era stato espresso dal vescovo emerito mons. Renato Corti, che aveva presieduto la celebrazione, e da mons. Franco Giulio Brambilla, da pochi mesi vescovo di Novara, nel saluto al termine della liturgia funebre. Dopo 10 anni è opportuno riprendere le motivazioni di quel grazie per tenere viva la memoria di un sacerdote «buono, generoso, umile», come aveva testimoniato il vescovo Franco Giulio al termine della celebrazione.

Buono

«L’ho sperimentato nei primi sei mesi dopo il mio ingresso – aveva ricordato mons. Brambilla – cogliendo la sua capacità di leggere sempre il positivo nelle persone, nel trovare una soluzione, nell’offrire un incoraggiamento. Qualche volta ha frenato il mio impeto giovanile nei primi mesi dall’ingresso; e per questo gli chiedo sinceramente scusa, come del resto ho già fatto a suo tempo privatamente. La sua bontà era un “habitus” un modo di essere, nel senso tomista di un atteggiamento costante della sua vita».

Generoso

Poi don Gregorio è stato una persona generosa. «Credo che molti di voi – aveva continuato il vescovo – siano stati testimoni della sua generosità per una sostituzione, per una messa da dire, anche a molti chilometri di distanza, per una cresima improvvisamente senza ministro. Il molto lavoro che ha compiuto il più delle volte è stato custodito nel segreto del suo cuore, non sbandierato in alcun modo».

Umile

Infine è stato una persona umile. «Voglio dire che dopo l’avvicendamento nel suo importante incarico non c’è mai stata un’invadenza fuori luogo – aveva ancora ricordato mons. Brambilla -. Al contrario si è dedicato con umiltà qui in duomo al ministero della Riconciliazione, diventando Penitenziere, con una presenza costante, sapiente, ricercata. Lo ringraziamo di cuore».

Vorrei dargli del tu

«In questo momento vorrei dare del tu a don Gregorio». Così si era espresso con commozione il vescovo Renato durante l’omelia. In effetti, il dialogo tra il vescovo e il suo vicario generale era sempre stato “dandosi del lei”. Forse, rispettando la maggior età di 5 anni di don Pettinaroli rispetto a mons. Corti.

Ecco allora il passaggio al “Tu”. «Don Gregorio, sei stato un puro di cuore, che nel linguaggio biblico significa avere un cuore integro, unitario, compatto. Sì, hai camminato così: sia nella tua vita personale, sia nell’esercizio del ministero sacerdotale nelle varie tappe del tuo itinerario, sia nell’esercizio della pastorale diretta nel tuo compito di vicario generale». Ed ancora: «Ho sempre visto in don Gregorio un sacerdote guidato da queste indicazioni del profeta Michea: “Praticare la giustizia, amare la pietà, camminare umilmente con Dio”. Ed ora tutti noi lo ringraziamo di cuore».

Un «Grazie don Gregorio» che si rinnova in questi giorni nella Chiesa novarese, a 10 anni dalla morte.

Domenica 7 dicembre a Bolzano Novarese la messa in suffragio

Domenica 7 dicembre ricorre il decimo anniversario della morte di don Gregorio Pettinaroli, vicario generale di mons. Renato Corti, dal 1995 al 2012. Per ricordarlo si terrà una messa di suffragio alle 11 nella chiesa parrocchiale di Bolzano Novarese, nel cui cimitero don Gregorio riposa, a fianco degli altri suoi familiari. In quella stessa chiesa don Gregorio, il 24 settembre di 70 anni fa (nel 1955) aveva celebrato la sua prima messa. A presiedere la celebrazione sarà don Piero Cerutti, oggi parroco di Borgomanero, che per molti anni come vicario episcopale per i laici ha lavorato con don Pettinaroli.
Animerà la celebrazione – che vedrà la presenza della confraternita di san Giovanni Battista – la corale parrocchiale di Bolzano.

Sessant’anni di ministero a servizio della chiesa gaudenziana

Don Gregorio Pettinaroli è morto la mattina del 7 dicembre 2015 presso la Casa di cura dell’Ospedale Maggiore di Novara. Era stato ricoverato da qualche settimana per l’ulteriore aggravarsi della malattia.
Rimasto lucido fino alla fine, sempre con il sorriso e la cordialità che lo caratterizzavano, visibilmente provato nel fortissimo dimagrimento, assistito dalla premurosa Dorina. Aveva avuto la consolazione di molte visite, compresa quella del vescovo emerito, mons. Renato Corti, mentre il vescovo Franco Giulio lo aveva visitato quando era ancora in casa sua, prima del ricovero ospedaliero. Era nato a Gozzano il 15 settembre 1931. E’ stato ordinato prete a Omegna il 24 settembre 1955 dal vescovo Gilla Vincenzo Gremigni.

Questi gli incarichi ministeriali e le importanti responsabilità che gli sono stati affidati in Diocesi:
dall’ottobre 1955 all’ottobre 1963: vicario parrocchiale a Borgosesia. Dall’ottobre 1963 al settembre 1969: parroco di Cellio e Piana dei Monti. Dal settembre 1969 all’agosto 1986: parroco di Galliate.
Dal settembre 1986 al 25 agosto 1995: vicario episcopale per il clero e dal 22 gennaio 1987 pro – vicario generale. Dal 15 febbraio 1992 al 30 settembre 1997: delegato vescovile dell’Istituto del diaconato permanente. Dal 25 agosto 1995 al 30 settembre 2012: vicario generale e vicario episcopale per il clero. Dall’1 dicembre 2012: canonico del Capitolo della cattedrale.

Articolo completo e altri e approfondimenti dalla Diocesi di Novara si possono trovare sul nostro settimanale in edicola e online da venerdì 5 dicembre. Il settimanale si può leggere abbonandosi o acquistando il numero che interessa cliccando qui.    

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