Condividi su

Arte contemporanea, educazione, partecipazione giovanile e inclusione si incontrano in “Identitatis”, il progetto di welfare culturale in programma al Castello di Galliate dal 26 settembre al 4 ottobre.

L’iniziativa nasce per rispondere ai bisogni sociali del territorio legati alla fragilità relazionale, al rischio di isolamento e alla necessità di creare occasioni di incontro, con particolare attenzione a giovani, anziani e persone con disabilità.

Il progetto unisce una mostra d’arte contemporanea a un percorso esperienziale fatto di linguaggi differenti: pittura, filosofia, sartoria sociale, sperimentazione sonora ed espressione corporea.

Un ruolo centrale è affidato alla Consulta dei Giovani di Galliate, coinvolta direttamente nell’ideazione, nel coordinamento e nella gestione dei laboratori gratuiti aperti alla cittadinanza.

«Vogliamo offrire a persone di età e sensibilità differenti uno spazio nel quale esplorare e raccontare la propria identità», spiega Laura Mesiti, curatrice dei laboratori.

I giovani, sottolinea, non saranno semplici partecipanti, ma parte attiva dell’organizzazione e della realizzazione del progetto, con la possibilità di contribuire in modo concreto alla costruzione delle attività e al rapporto con il pubblico.

Un’impostazione condivisa dall’assessore Alessandro Basile, secondo il quale “Identitatis” dimostra cosa può nascere quando le istituzioni scelgono di affidare ai giovani «spazi, responsabilità e libertà creativa».

Il progetto è stato costruito insieme alle artiste, alla Consulta dei Giovani e al Gi.Ga Club, con l’obiettivo di rendere la cultura più accessibile e il Castello un luogo da vivere anche in forme nuove, aperte e partecipate.

L’apertura serale degli spazi punta proprio a favorire una partecipazione più ampia, trasformando la mostra in un luogo di incontro e non soltanto di visita.

Il progetto vuole così mettere in relazione generazioni, sensibilità ed esperienze diverse, usando l’arte come strumento per creare occasioni di confronto e contrastare isolamento e fragilità relazionale.

Il percorso espositivo comprende 74 opere realizzate da cinque artiste professioniste: Serena Bertani, Caterina Mao, Caterina Pioletti, Silvia Serra e Martina Scarpetta.

La pluralità delle opere e dei linguaggi scelti serve a restituire un’idea di identità mai fissa, ma costruita nel rapporto con gli altri e con il contesto sociale.

La direttrice artistica Serena Bertani descrive “Identitatis” come un progetto nel quale installazioni, luce, suono e immagine contribuiscono a costruire una narrazione corale sull’identità contemporanea.

«L’idea è raccontare l’identità non come qualcosa di statico, ma come una dimensione fluida, stratificata e in continua relazione con gli altri e con il nostro tempo».

L’arte, in questa prospettiva, non è soltanto qualcosa da osservare, ma diventa uno strumento di incontro, conoscenza e dialogo tra generazioni, capace di coinvolgere pubblici diversi, favorire nuove relazioni e trasformare il Castello in uno spazio da vivere in modo attivo.

Il progetto punta quindi non solo ad avvicinare i giovani all’arte, ma anche a portare l’arte verso di loro, rendendoli protagonisti dei processi creativi.

Il programma si apre sabato 26 settembre alle 18 con l’inaugurazione della mostra.

Nei giorni successivi sono previsti workshop gratuiti dedicati a pittura, filosofia, sartoria sociale, sperimentazione sonora ed espressione corporea.

Il 3 ottobre spazio invece all’evento immersivo e multisensoriale, con luci, suoni, proiezioni, musica dal vivo e attività di arteterapia.

La mostra resterà aperta fino al 4 ottobre; nei giorni feriali sarà visitabile dalle 10 alle 22.

Condividi su

I commenti sono chiusi.

Leggi anche

Giallo a Galliate, con tre autori al Castello
l’ECO DI GALLIATE

Identitatis, 74 opere d’arte per raccontare l’inclusione al Castello di Galliate

Redazione

chiesa parrocchiale di galliate
l’ECO DI GALLIATE

Galliate, Santi Martiri, comunità in festa: il programma tra fede e cultura

Redazione

l’ECO DI GALLIATE

Galliate: una settimana per l’inclusione, associazioni e comune insieme

Redazione