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Ogni pellegrinaggio è un viaggio, ma è soprattutto un cammino interiore, custodito nel cuore di ciascun pellegrino. Le loro voci diventano così il racconto di un’esperienza condivisa fatta di attese, fatiche e scoperte. Da Assisi emergono parole semplici proprio come il santo che ci ha portato in preghiera insieme al nostro vescovo Franco Giulio.

Leonarda, pellegrina di San Martino di Novara, non nasconde le lacrime alla domanda di commento all’esperienza. «È una grande emozione essere qui con tanta gente per un momento come questo. Sono qui sola, senza famigliari e questo mi dà tanta forza perché mi sento in famiglia», racconta con la voce ancora carica di gratitudine. «Avevo bisogno – confida – di questo momento per risollevarmi dopo un periodo difficile con la perdita di tante care persone nell’ultimo anno».

https://sdnews.it/pellegrinaggio-ad-assisi-della-diocesi-di-novara

A sostenerla sono state le parole del vescovo durante il momento di preparazione alla confessione. «Mi hanno dato forza quando ha detto che la famiglia è la cosa più importante, perché se hai serenità in famiglia riesci ad affrontare tutto. Questo abbraccio oggi c’è da tutte le persone amiche del pellegrinaggio». Un passaggio che Leonarda porta con sé come un incoraggiamento concreto per la vita quotidiana.

Il giovane Filippo di Pettenasco ha vissuto l’esperienza da una prospettiva speciale grazie alla sua disponibilità al servizio liturgico accanto al vescovo. «Non è una cosa che capita tutti i giorni poter stare vicino all’altare in luoghi significativi come quelli di questi giorni». Per lui visitare Assisi è sempre bello, ma questa volta è stata segnata «da un’emozione diversa, data dalla presenza dei corpi santi e dal sentirsi parte di qualcosa di grande». Per lui non si tratta di riscoprire la santità, bensì di riconoscerla come una presenza viva: «Non è riscoprire la santità ma è accorgersi che è un ricordo che vive sempre». Parole che raccontano come la tradizione possa parlare anche ai più giovani.

Durante il pranzo, seduta a una tavolata insieme a pellegrini di altre parrocchie, una donna di Intra condivide che quando è ad Assisi vive «una spiritualità diversa rispetto a casa. Mi sento più immersa, più rapita interiormente». Il contesto, i luoghi e la condivisione con persone provenienti da realtà differenti sembrano favorire un raccoglimento più intenso, quasi una sospensione dal ritmo ordinario.
Per Claudia è la sua seconda esperienza ad Assisi e l’intensità dello stupore non è diminuita. È rimasta colpita dall’incontro con Carlo Acutis, «un santo giovanissimo con un modo di vestire dei nostri giorni, un ragazzo che ha vissuto la nostra contemporaneità. Poche ore dopo ho potuto pregare davanti alle spoglie di San Francesco d’Assisi, a ottocento anni dalla sua morte. È una santità in cammino che mi lascia la curiosità di tornare ancora, tra qualche anno, per scoprire sempre qualcosa di nuovo in correlazione ai due santi».

Tra i giovani c’è anche una ragazza di Omegna, devota ed entusiasta per essere stata segnata da un passo decisivo di conversione che l’ha spinta alla riconciliazione. Grazie ai racconti di San Francesco ha sentito maturare un’apertura nuova del cuore, fatta di conversione e pace.

Le tante voci si uniscono dallo stesso cammino, ma con impressioni che vanno oltre l’esperienza oggettiva.

Quanto atteso, dunque, è stato confermato: una partecipazione non come semplici turisti, ma come pellegrini che ricercano spiritualità, preghiera e luoghi santi per elevare lo spirito dentro un’esperienza diocesana che offre respiro a chi vive nel quotidiano la Chiesa domestica.

Il servizio dedicato al pellegrinaggio ad Assisi e a Cascia della Diocesi di Novara, in primo piano sul nostro settimanale, a partire da venerdì 6 marzo, con il racconto dell’itinerario, le testimonianze dei pellegrini raccolta da don Luca Longo, la riflessione di don Gianmario Lanfranchini. Il settimanale si può leggere online abbonandosi cliccando qui

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