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Con gli occhi dei bambini, dei più giovani. Proviamo a guardare, a vivere anche gli ultimi fatti di cronaca non con gli occhi dei grandi, dei potenti, ma dei piccoli, in tutti i sensi.

Guardiamo alla pistola regalata ai membri della Nato, di cui abbiamo già parlato; alla legittima difesa invocata dopo una sentenza di condanna per pluriomicidio; a quanto è successo pochi giorni fa a Bologna; al venticinquesimo anniversario del G8 a Genova dove proprio i giovani, a mani nude e colorate di bianco rivendicavano “un altro mondo possibile”.

Guardiamo alle guerre conosciute o dimenticate: dall’Ucraina alla Palestina, dall’Iran al Sudan, alla Repubblica Democratica del Congo… Guardiamo a Gaza dove le mamme devono vegliare i bambini piccoli, nelle tende invase da un fetore insopportabile, per evitare che i topi arrivino a rosicchiare i loro piedini.

Guardiamo all’orgoglio celebrato in questi giorni perché a Cameri viene collaudato il centesimo esemplare del cacciabombardiere F35: un aereo da guerra che, oltre al costo di circa 150 milioni, può trasportare bombe nucleari, ben più potenti di quelle che ricorderemo tra pochi giorni nell’anniversario di Hiroshima e Nagasaki.

“Little boy” (ragazzino) è il nome in codice della bomba atomica sganciata proprio su Hiroshima dagli Stati Uniti il 6 agosto 1945.

Ecco, proviamo a guardare il mondo con gli occhi di un ragazzino, non con la perversione dei grandi che ‘abusano’ di questo ragazzino per i propri calcoli di morte. C’è il rischio reale di giustificare tutto questo con un’idea di difesa che si identifica con l’annientamento dell’altro. Difesa per giustificare il riarmo!

Dobbiamo ringraziare Papa Leone XIV per il suo libro, in uscita in questi giorni: “Disarmata e disarmante, la Pace è un dono”, Libreria Editrice Vaticana.

E ringraziarlo per quanto detto in modo chiaro alla Sapienza, a Roma, l’8 maggio scorso:

«Non si chiami ‘difesa’ un riarmo che aumenta tensioni e insicurezza, depaupera gli investimenti in educazione e salute, smentisce fiducia nella diplomazia, arricchisce élite cui nulla importa del bene comune».

E c’è anche chi giustifica come legittima difesa chi uccide per strada, facendosi giustizia da solo.

«Basta con i tribunali fai da te, si rischia la deriva da Far West», ha affermato il Vescovo di Ferrara, Giancarlo Perego.

Si rischia di tornare alla legge dell’occhio per occhio. Anzi il rischio è di tornare ancora più indietro, di giustificare una reazione spropositata ad un’offesa ricevuta.

Si legge in Levitico 24:

“Se uno farà una lesione al suo prossimo, si farà a lui come egli ha fatto all’altro: frattura per frattura, occhio per occhio, dente per dente; gli si farà la stessa lesione che egli ha fatto all’altro”.

Non è prevista la vendetta. E poi, ovviamente, con il Vangelo, tutto questo viene superato e rovesciato con l’amore ‘addirittura’ per i nemici.

Si rischia l’arresto se si proclama oggi questo annuncio evangelico per strada o in Tv.

Ed è grave che molti sostenitori della difesa ‘sempre legittima’, delle armi e della guerra si dicano ostinatamente cristiani.

Quale visione del mondo e della vita trasmettiamo ai più piccoli? Questa è la domanda che ci deve accompagnare!

Certo, nei campi scuola insegniamo loro il rispetto, l’amore per l’altro, che non devono litigare, picchiarsi, odiarsi. Che devono essere amici. Che non devono giustificarsi dicendo “Sì, ma è lui che ha iniziato per primo”. Ma poi quale esempio diamo loro?

Pax Christi, in un comunicato di questi giorni, scrive:

“Ribadiamo che il compito dello Stato e di tutto il personale che opera al suo servizio è sempre quello di garantire e proteggere la vita e la dignità di ogni persona”.

E, infine, ci rafforza nella speranza e nell’impegno quanto detto da Giovanni Paolo II a Tor Vergata, durante la GMG del 2000:

“Voi non vi rassegnerete ad un mondo in cui altri esseri umani muoiono di fame, restano analfabeti, mancano di lavoro. Voi difenderete la vita in ogni momento del suo sviluppo terreno, vi sforzerete con ogni vostra energia di rendere questa terra sempre più abitabile per tutti”.

Don Renato Sacco
Consigliere nazionale
Pax Christi

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