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Per don Matteo Borroni questa è stata la prima festa patronale di San Giuliano e per il Vescovo Franco Giulio Brambilla l’ultima perché nel corso dell’anno 2026 lascerà l’incarico per raggiunti limiti di età. Lo ha annunciato lui stesso l’altro ieri all’omelia della Messa solenne da lui presieduta.

Sempre buona la partecipazione dei gozzanesi e degli abitanti dei dintorni e, come da tradizione da quasi un ventennio, dei sindaci dei comuni della Riviera, antico dominio dei Vescovi conti di cui è ancora conservato il palazzo vescovile, sulla cui facciata compaiono ancora le tracce degli stemmi che nel corso dei secoli ricordano la loro presenza. Ha animato la celebrazione la corale San Giuliano.

Oltre ai sindaci erano presenti autorità provinciali e regionali, civili e militari: il capo di gabinetto della Prefettura Carla Milazzo, l’assessore regionale Matteo Marnati e il consigliere regionale Gianluca Godio, il presidente della Provincia Marco Caccia e il vice presidente Andrea Crivelli, il comandante la stazione carabinieri di Borgomanero Tenente Giuseppe Cannariato e il comandante la stazione di Gozzano Maresciallo Andrea Perini. La novità di quest’anno è stata la presenza dell’egineta Dimitri Vatikiotis in rappresentanza dell’archimandrita Filotheos Petrakos della parrocchia di Pahioràhis concittadino, dopo secoli, di Giulio e Giuliano, giunto su invito del sindaco Carla Biscuola per riprendere così quei collegamenti avviati per dare vita a un gemellaggio.

Il Vescovo è stato accolto al centro anziani con le note della Banda Musicale Martinetti e dai bambini del catechismo sul sagrato della Basilica. All’omelia il prelato, ripercorrendo la storia del periodo dei fratelli Giulio e Giuliano, ha immaginato il loro viaggio da Egina al lago d’Orta, interpretando la loro costruzione di 100 chiese non tanto come chiese di mura, quanto di anime, auspicando cristiani che siano sale della terra, che dà gusto, luce e calore.

In apertura della celebrazione don Matteo, accogliendo il Vescovo, ha anche presentato Dimitri Vatichiotis che ha espresso il compiacimento per l’invito a nome del patriarca Filotheos, assicurando la volontà e l’impegno a portare avanti il cammino e le procedure per la costituzione del gemellaggio. La liturgia si è conclusa con la visita allo scurolo per onorare il santo patrono di Gozzano. Questa sera alle 21 nel salone della SOMSI don Paolo Milani e don Damiano Pomi, studiosi di storia della religione, terranno la conferenza “Quando le reliquie raccontano una storia di fede”.

Ieri è iniziato l’Ottavario con la Messa delle 18.15 allo scurolo, presieduta di volta in volta da sacerdoti di origine gozzanese, come da programma diffuso, sul tema “Resta con noi perché si fa sera”. Si concluderà giovedì 15 gennaio con la Messa presieduta da don Enzo Sala e concelebrata dai sacerdoti che hanno svolto il proprio ministero come coadiutori nella Comunità pastorale gozzanese.

Domenica 11 gennaio si celebra la festa di San Giulianino come da tradizione per dare la possibilità a chi lavora di festeggiare la ricorrenza patronale. La Messa solenne delle 11 sarà presieduta da fra Maggiorino Stoppa, padre guardiano del Mesma. Seguirà il pranzo comunitario presso il ristorante Tre Stelle di Briga Novarese.

L’articolo integrale, con la galleria fotografica su tutte le edizioni del Settimanale della Diocesi di Novara, in edicola a partire dal 9 gennaio. Si può leggere anche online, abbonandosi alla versione digitale sfogliabile nel browser o tramite l’app a partire da qui.    

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