Condividi su

Hanno percorso il sentiero che porta al Sacro Monte di Varallo, hanno pregato, riflettuto, ascoltato. Trecento giovani provenienti da tutto il territorio della diocesi di Novara si sono ritrovati sabato 31 maggio per la Route, l’ultima tappa del cammino in preparazione al Giubileo dei Giovani, che vivranno a Roma dal 28 luglio al 3 agosto, in questo Anno Santo. Un pellegrinaggio giubilare, vissuto nel cuore della Valsesia, che ha voluto essere un momento di preparazione spirituale, ma anche il segno di una scelta: quella di mettersi in cammino sulla “strada buona”, quella che conduce a una vita piena di Speranza, da veri «imitatori di Gesù».

Il cammino verso le cappelle del Sacro Monte è stata per i ragazzi un pellegrinaggio condiviso, meditato, vissuto personalmente e insieme agli altri. A gruppetti, tra le cappelle del Sacro Monte, i giovani si sono confrontati sul significato di quattro verbi giubilari – professare, passare, credere, riconciliare – e su ciò che significa scegliere la “Strada buona” nel quotidiano.

«Gesù non va relegato tra le immaginette o i ricordini», ha detto il vescovo mons. Franco Giulio Brambilla durante l’omelia nella celebrazione eucaristica in basilica. «Il primo passo per farlo è domandarsi: per te chi è Gesù? Un superuomo? Il fratellone? Un amico segreto? È solo questo? Se l’hai confinato lontano, come un uomo esemplare, resterà chiuso nel cerchio di duemila anni fa».

L’invito a un incontro vero con Gesù e a comprendere la meta del proprio cammino cristiano, è passato anche dalla scoperta delle statue nelle cappelle del Sacro Monte.

Il vescovo ha quindi indicato il secondo passo per non lasciare Gesù fuori dalla propria vita: l’attesa dei doni dello Spirito Santo. «Si capisce cos’è per te qualcosa, quando ti manca. Un giovane che vive senza lo Spirito Santo, vive la vita col principio del dovere o del piacere. Non sa che la sua vita è fatta per salire in alto e non per girare “a zonzo”».

E il terzo passo è un esercizio concreto: «Prova a immaginarti a vivere per nove giorni con Maria nel Cenacolo in preghiera, l’attesa per lo Spirito Santo. Lo Spirito è un dono che non viene mai posseduto, è promesso: si può accogliere, ma mai possedere».

I giovani hanno accolto, quindi, il mandato del vescovo a vivere il Giubileo dei Giovani come pellegrini di speranza, lasciando che sia lo Spirito a indicare la “Strada buona”.  «Lo Spirito soffia come e dove vuole, resta un dono – ha concluso il vescovo –. Questa consapevolezza cambia il modo in cui tratto gli altri, i fratelli, gli amici, come faccio la carità, come prego, come mi pongo nella vita. Dopo che siamo stati qui, al Sacro Monte, accoglieremo il dono dello Spirito come colui che ci rende possibile diventare imitatori di Gesù. Non solo ammiratori, ma imitatori».

L’articolo e la galleria fotografica a cura di Giorgia Benedetti, Ilaria Montagna e Giovanni Zedda, con le notizie dal territorio della Diocesi di Novara si può trovare sul nostro settimanale in edicola a partire da venerdì 6 giugno. Il settimanale si può leggere abbonandosi o acquistando il numero che interessa cliccando direttamente qui.

Condividi su

I commenti sono chiusi.

Leggi anche

Diocesi
l'AZIONE

Giornata del Malato a Novara, il vescovo Brambilla: «Vicinanza dono più prezioso per chi vive la sofferenza»

Monica Curino

Don Marco Gallo (Foto Cerutti)
Diocesi

Giovani e liturgia, convegno con don Marco Gallo: l’esperienza francese e il ritorno alla fede dei ragazzi

Sara Sturmhoevel

Diocesi

La Giornata della Vita consacrata a San Nazzaro nel segno di San Francesco e della fraternità

Suor Giuseppina Teruggi

Diocesi
l'AZIONE

Franco Giulio Brambilla, vescovo e teologo: la passione e il pensiero di un artigiano della Parola

Monica Curino e Andrea Gilardoni