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Una celebrazione che si ripete ogni anno a ricordare quel miracolo avvenuto 532 anni fa, nel pomeriggio del 29 aprile 1494. Quando un affresco che ritraeva la Madonna del Latte sulla facciata della chiesa di San Maurizio – dopo essere stato colpito da una pietra lanciata da Giovanni Zucono – iniziò a sanguinare. E lo fece, a brevi intervalli, per venti giorni, sino al 18 maggio.

È la festa che si svolge tra il 29 aprile e il primo maggio al Santuario della Madonna del Sangue di Re, in Val Vigezzo. Una festa che prevede un pellegrinaggio a piedi da Domodossola.

«Un miracolo – spiega padre Gianfranco Julita, rettore del Santuario – attestato da pergamene dell’epoca, firmate dal podestà della valle, Daniele de Crispis, e da quattro notai. Questa zona all’epoca era tutta terra di Lombardia. Il podestà era riuscito a trovare il tempo per attestare la veridicità dei fatti, di quel sangue vero “senza niuno artifizio umano” si legge nei documenti». Un’autenticità confermata in tempi più recenti, nel 1962, dal professor Judica Cordiglia, che esaminò le reliquie del sangue.

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