L’Anno giubilare ha segnato per i religiosi della diocesi di Novara un momento significativo nella celebrazione della Giornata dedicata alla Vita consacrata che si celebra da secoli. Con l’anticipo di un giorno sulla data di calendario, anche quest’anno è stato il monastero di San Nazzaro della Costa a Novara ad accogliere il folto gruppo di Religiose e Religiosi in festa per la Giornata a loro dedicata. Nella mattinata di sabato 1° febbraio, il vescovo Franco Giulio Brambilla ha presieduto la Messa che si è aperta con la processione della Luce, insieme ai sacerdoti celebranti e ad una rappresentanza di religiose che festeggiano quest’anno anniversari significativi della loro prima professione.
Il tema della Luce è, in effetti, al centro di questa festa, tradizionalmente chiamata la Candelora, che si celebra esattamente 40 giorni dopo Natale. Ripercorre l’evento della purificazione di Maria e della presentazione di Gesù al tempio di Gerusalemme, episodio raccontato con molti dettagli dal Vangelo di Luca al capitolo 2.
Il vescovo l’ha richiamato e commentato nell’omelia. Quaranta giorni dopo la nascita del figlio, obbedendo alla legge ebraica, Maria e Giuseppe portarono Gesù al tempio di Gerusalemme per presentarlo ufficialmente a Dio, come previsto per tutti i figli maschi primogeniti. Il sacerdote Simeone e la profetessa Anna accolsero Gesù proclamando che sarebbe stato “luce per le nazioni e gloria di Israele”. Da qui la tradizionale cerimonia di benedizione delle candele, simboli dell’uscita dalle tenebre per entrare nella luce.
Il brano evangelico, illustrato dal vescovo con la presentazione dei vari protagonisti del racconto lucano, si incastona in questa tematica, indicativa di quanto la Vita consacrata è chiamata ad essere per la gente e per il cammino della storia. Oggi la vita religiosa attraversa una stagione non facile, ha rilevato il vicario episcopale per la vita consacrata don Franco Giudice in apertura della Messa, per il calo delle presenze e del numero dei consacrati. Ma pure una stagione che vede forme di rivitalizzazione, di speranza, di aperture all’internazionalità.
Come di consuetudine, la celebrazione eucaristica è stata occasione per fare memoria grata dei consacrati mancati nello scorso anno, nominati uno ad uno al momento della commemorazione dei defunti. Alle religiose che festeggiano quest’anno i 25-50-60-70 anni di Consacrazione, al termine della celebrazione, il vescovo ha consegnato un cero con il simbolo dell’Anno Santo, ringraziandole per il loro cammino di fedeltà. Piacevole e bello è stato infine l’incontro nella condivisione della mensa, nell’ampio refettorio dei frati, che ha permesso di vivere in fraternità la condivisione e la conoscenza tra sorelle e fratelli di varie Famiglie religiose. Un momento di gioia e di leggerezza, che ha lasciato in tutti molta speranza e voglia di ritornare nel proprio vivere quotidiano decisi a continuare ad essere testimoni di Luce.
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