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Si è svolta lo scorso 2 giugno al Santuario di Boca la 61ª edizione della Giornata dell’Amicizia, l’appuntamento diocesano più longevo. Una giornata dedicata all’incontro, alla riflessione e alla condivisione tra operatori pastorali, volontari, familiari e sanitari che ogni giorno vivono accanto alla sofferenza, spesso nei luoghi più silenziosi e discreti dell’assistenza.

Due i nuclei centrali della giornata: la celebrazione giubilare, vissuta dai partecipanti e il tema di quest’anno – “Vivere la fede nel tempo della malattia”. L’incontro si è aperto con una tavola rotonda moderata dal giornalista Paolo Viana di Avvenire. Tra i relatori: Romina Panigoni dell’associazione Idea Insieme, Antonio Barison dell’Oftal, Luisa Brunello del Centro Volontari della Sofferenza e l’oncologa Miriam Cappelli, esperta di cure palliative. I loro interventi hanno dato voce a chi, ogni giorno, incrocia il dolore ma anche la speranza, testimoniando un modo concreto di abitare la fragilità con fede.

A introdurre il momento di confronto è stato don Michele Valsesia, responsabile della pastorale della salute in diocesi. «La Bibbia – ha detto – ci chiede di prendere sul serio sia la verità della presenza di Dio sia la verità delle tribolazioni che possiamo incontrare nella vita». Un equilibrio delicato, quello tra la promessa di Dio e il dolore dell’uomo, che secondo don Valsesia si gioca nella tensione tra l’Alleanza e ciò che, talvolta, sembra smentirla: «Come possiamo conciliare l’esperienza di un Dio che si prende cura di ogni uomo, con i momenti in cui ci sentiamo abbandonati?».

Riprendendo il Salmo 77, pregato insieme all’inizio della giornata, don Valsesia ha sottolineato che «da una parte c’è il ricordo dei prodigi compiuti da Dio in passato; dall’altra, l’esperienza della tribolazione presente». Questo contrasto non va eluso ma accolto, come parte integrante della fede. «La giornata di oggi – ha spiegato – vuole muoversi proprio tra queste due realtà: l’Alleanza e quella che sembra la sua negazione».

Nel suo intervento ha anche ricordato che «la rivelazione prende corpo nella storia di tanti uomini e donne, non rimane un’idea», e che nella Bibbia non mancano «preghiere, lamenti, invocazioni di aiuto e persino proteste contro Dio». Parole che hanno voluto dare dignità anche al dubbio, all’inquietudine, alla fatica spirituale di chi affronta la malattia o accompagna chi soffre. «Proprio la serietà dell’Alleanza – ha detto – in un certo quale modo autorizza anche la possibilità di chiamare in causa il Dio dei Padri».
Dopo la tavola rotonda, i partecipanti hanno preso parte alla celebrazione giubilare e a un pranzo comunitario, per poi concludere la giornata con la messa presieduta dal vescovo Franco Giulio Brambilla.

L’articolo integrale con tutti gli articoli dal territorio della Diocesi di Novara si potranno trovare sul nostro settimanale in edicola a partire da venerdì 6 giugno. Il settimanale si può leggere abbonandosi o acquistando il numero che interessa cliccando direttamente qui.

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