Un’antica cella dei condannati a morte è affiorata durante il restauro della parete ovest della cantoria del coro nella piccola e suggestiva chiesa di San Giovanni Battista Decollato ad fontes, a Novara.
Questa la sorpresa rivelata dal l’importante lavoro condotto nell’edificio di piazza Puccini e durato complessivamente tre anni. La Confraternita, del resto, un tempo, aveva in custodia coloro che venivano condannati a morte nell’ultima notte prima dell’esecuzione, ovvia la presenza da qualche parte di una cella.
L’intervento ha interessato la parete posta a destra dell’ingresso della chiesa e ha visto agire i restauratori sulla cantoria di legno di colore dorato, rosa tenue e verde, identica a quella della parete est, inaugurata esattamente tre anni fa e annessa all’organo.
La presentazione dei lavori, in una chiesa gremita di novaresi e autorità, tra gli altri l’assessore regionale Matteo Marnati, il vice-presidente della Provincia Andrea Crivelli e il vice-sindaco Ivan De Grandis.
In un evento dal titolo “Echi dal passato
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