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Una festa patronale all’insegna della solennità a Romagnano Sesia. Quest’anno, si è celebrato il quarto Giubileo venticinquennale di san Silvano Martire nel contesto del grande Giubileo universale della Speranza. «Questo Giubileo parrocchiale dell’anno 2025 – ha sottolineato don Gianni Remogna – riveste un’importanza particolare perché cade nel centesimo anno dall’inaugurazione (avvenuta nel 1925) dello scurolo, dove sono state riposte le reliquie di san Silvano che furono ritrovate sotto l’altare maggiore nel 1771».

Il parroco ha ringraziato dom Adriano Ciocca – borgosesiano e vescovo missionario Fidei Donum in Brasile – per aver presieduto la celebrazione cui hanno partecipato il vicario episcopale della Valsesia don Enzo Sala, i sacerdoti di Romagnano e che sono stati a Romagnano (don Gianluigi Cerutti e don Gianni Lategana) e agli altri presbiteri in rappresentanza di tutte e quattro le Unità pastorali missionarie del Vicariato (don Roberto Collarini da Varallo, don Marco Borghi da Grignasco, don Damiano Pomi da Ghemme).

Numerose le autorità presenti alla messa celebrata nell’abbazia, fra le quali il sindaco di Romagnano Alessandro Carini con il consiglio comunale, gli altri sindaci del territorio, il vice presidente della Provincia di Novara Andrea Crivelli e le autorità della pubblica sicurezza.

Presenti i rappresentanti di tutte le associazioni romagnanesi e le Confraternite parrocchiali maschili e femminili che, in notturna, hanno accompagnato la processione con i simulacri e le reliquie di san Silvano e di santa Felicita. A incaricarsi di accompagnare le statue dei santi patroni sono stati gli Alpini del gruppo di Romagnano.

Da parte del parroco, sono andati i ringraziamenti ai cantori della Schola Polifonica Abbaziale, al maestro Gilberto Negri, all’organista Silvano Agarla e a tutti cantori della parrocchia che hanno accompagnato la celebrazione e le messe della novena.Celebrazioniu giubilare come questa dedicata al patrono Silvano sono complicate in termini organzizativi. Perciò don Remogna ha voluto ricordare il “gruppo di lavoro” che si è impegnato per onorare il santo patrono.

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