Dopo trent’anni di (quasi) immobilismo, tentativi andati a vuoto, passi avanti e passi indietro, luglio di quest’anno potrebbe andare in archivio come quello in cui la Città della Salute e della Scienza di Novara diventa qualcosa da mettere davvero all’orizzonte. L’Azienda Ospedaliero-Universitaria ha infatti formalizzato l’affidamento dei lavori di costruzione al Consorzio Sis, sancendo di fatto l’avvio del percorso operativo che porterà all’apertura del cantiere.
Un passaggio significativo che arriva un giorno prima di un altro evento: la firma del protocollo di accordo tra Comune di Novara e Principia, società milanese che avrà il compito di elaborare un progetto di recupero del Maggiore.
L’affidamento dei lavori potrebbe essere visto come il superamento di un semplice snodo burocratico. Il Consorzio Sis, che dovrà costruire la Città della Salute, era l’unica offerente, ma sminuire la notizia sarebbe sbagliato. La Regione si è garantita ieri la continuità dell’iter e il finanziamento ministeriale da quasi 190 milioni di euro, su un totale di circa 450 milioni (oltre al canone concessorio). Poi ci saranno certo numerosi passaggi da inanellare, dalla presentazione del progetto alla delicata e sempre complessa Conferenza dei Servizi, ma ad oggi si può comunque dire che c’è un’azienda di grande rilievo nazionale che formalmente ha accettato e ottenuto il compito di costruire la struttura e che può procedere.
Ciò consente di guardare con occhio diverso, fondato su basi concrete e ottimistiche, l’incontro che si tiene oggi in Comune a Novara, dove sarà ufficializzato l’accordo per la riqualificazione dell’area del vecchio ospedale. A Palazzo Cabrino il sindaco stringerà la mano ai vertici di una realtà, la menzionata Principia, che ha tutte le carte in regola per dare la giusta direzione a un progetto di rigenerazione urbana che è forse il più importante da decenni, ma forse potremmo dire dal dopoguerra. Ha infatti svolto lo stesso compito con l’area ex Expo di Milano.
A suggellare questo duplice momento di svolta, giovedì 31 luglio è attesa in città una visita istituzionale del presidente della Regione, Alberto Cirio, e dell’assessore alla Sanità, Federico Riboldi, che effettueranno un sopralluogo all’Ospedale Maggiore.
«Il progetto del nuovo ospedale è tra i più rilevanti per la sanità piemontese – hanno dichiarato Cirio e Riboldi –. Novara compie un passo decisivo dopo anni di stallo. Regione e Assessorato hanno seguito da vicino ogni fase, contribuendo a sbloccare risorse statali e a semplificare i passaggi tecnici. Ora si apre finalmente la fase operativa, quella dell’avvio del cantiere».
Soddisfatto anche il sindaco Alessandro Canelli.
«Con l’aggiudicazione de lavori – commenta – prende forma la nuova Città della Salute e della Scienza, un’opera che cambierà il volto della città e avrà un impatto enorme sul piano sanitario, economico, scientifico e urbanistico. Come amministrazione stiamo già lavorando sulla riqualificazione dell’area dell’attuale ospedale, uno spazio ampio e strategico per lo sviluppo futuro di Novara».
Sul piano tecnico, il direttore generale dell’AOU, Stefano Scarpetta, chiarisce: «Questo è il primo passo. Entro un anno, superata anche la Conferenza dei Servizi, si arriverà alla progettazione definitiva e alla firma del contratto, come previsto dal tipo di appalto. Da quel momento, i lavori procederanno per quattro anni, fino alla realizzazione del nuovo nosocomio».
Anche il presidente dell’Ordine dei Medici, Federico D’Andrea, sottolinea l’importanza del momento: «È un ulteriore passo avanti. Restano alcune tappe burocratiche da completare, ma l’obiettivo si avvicina. Il nuovo ospedale è indispensabile per superare le criticità strutturali dell’attuale sede di corso Mazzini, che ogni giorno mette a dura prova gli operatori sanitari».
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