Addio a mons. Cesare Nosiglia, arcivescovo di Torino dal 2010 al 2022 e amministratore apostolico di Susa dal 2019 al 2022. Nosiglia morto nella notte di mercoledì 27 agosto all’Hospice Cottolengo di Chieri, dove era stato trasferito pochi giorni prima dall’ospedale Gradenigo. Aveva 80 anni ed era stato colpito da una grave malattia respiratoria. La notizia, annunciata da una nota dell’arcidiocesi del capoluogo, ha subito suscitato vasto cordoglio non solo in Piemonte, ma nell’intera comunità ecclesiale italiana.
L’ultimo saluto a Torino e Susa
I funerali saranno celebrati dal cardinale Roberto Repole, arcivescovo di Torino e vescovo di Susa, venerdì 29 agosto alle 15.30 nel Duomo di Torino. Giovedì 28 agosto, alle 21, sempre Repole presiederà la veglia funebre al Santuario della Consolata, dove già da mercoledì pomeriggio è allestita la camera ardente. Domenica 31 agosto, mons. Alfonso Badini Confalonieri, vescovo emerito di Susa, guiderà una celebrazione eucaristica in suffragio nella cattedrale di San Giusto. La diocesi di Roma, dove Nosiglia aveva prestato a lungo servizio, ricorderà il presule con una messa di suffragio a Lourdes durante il pellegrinaggio diocesano.
Una vita dedicata al servizio alla Chiesa
Nato a Rossiglione (Genova) il 5 ottobre 1944, Cesare Nosiglia era stato ordinato sacerdote nel 1968 per la diocesi di Acqui, dopo gli studi teologici a Roma. Legò la prima parte del suo ministero alla catechesi, con incarichi sempre più rilevanti fino a diventare direttore dell’Ufficio Catechistico nazionale della CEI (1986-1991).
Nel 1991 fu nominato vescovo ausiliare di Roma e, dal 1996, vicegerente del vicariato, con il titolo personale di arcivescovo. Nel 2003 divenne vescovo di Vicenza, per poi essere trasferito nel 2010 alla guida della diocesi di Torino. Per oltre un decennio fu presidente della Conferenza episcopale piemontese, contribuendo anche a livello nazionale nei settori dell’educazione cattolica, della scuola e della catechesi.
Durante il Giubileo del 2000 ebbe un ruolo di primo piano nell’organizzazione della Giornata mondiale della gioventù e del Congresso eucaristico internazionale. Nel 2015 fu presidente del Comitato preparatorio del Convegno ecclesiale nazionale di Firenze.
Arcivescovo di Torino fino al 2022, negli ultimi anni aveva assunto anche la responsabilità della diocesi di Susa, guidandola fino all’arrivo del card. Repole. Uomo di fede, di studio e di forte senso pastorale, lascia un segno indelebile nella vita ecclesiale piemontese e italiana. [Qui la sua biografia completa]
Il cordoglio della comunità ecclesiale piemontese
Il presidente della Conferenza episcopale piemontese, mons. Franco Lovignana, ha sottolineato l’eredità lasciata dall’arcivescovo scomparso: «La Conferenza episcopale piemontese – si legge in una del vescovo -. affida al Signore con riconoscenza Mons. Cesare Nosiglia, Arcivescovo emerito di Torino, e si unisce alla preghiera di suffragio dell’ Arcivescovo Card. Roberto Repole, del Presbiterio e di tutta la Chiesa torinese. Mons. Nosiglia ha guidato la Conferenza regionale dal 2011 al 2022. Lo ricordiamo come uomo di fede, lavoratore instancabile, puntuale e lucido nei suoi interventi. Preghiamo perché il Signore lo accolga presso di Sé e lo ricompensi per il suo lungo servizio apostolico. Lo ricordiamo come uomo di fede, lavoratore instancabile, puntuale e lucido nei suoi interventi. Preghiamo perché il Signore lo accolga presso di Sé e lo ricompensi per il suo lungo servizio apostolico».
Il ricordo della diocesi di Roma
Il vicario di Roma, card. Baldassarre Reina, lo ha definito «pastore sapiente e instancabile», affidandolo «all’abbraccio misericordioso di Dio e alla preghiera dei fedeli che lo hanno conosciuto e apprezzato».
La commozione di Repole
Profonda commozione nelle parole del cardinale Repole, che ha accompagnato Nosiglia negli ultimi giorni: «Uno dei primi ricordi che affiorano è il suo stile instancabile di servizio alla Chiesa e alla città. Non si fermava mai: tanti lo ricordano così. Torino e Susa conserveranno memoria grata del suo desiderio di stare accanto ai poveri, ai carcerati, ai migranti, ai lavoratori delle aziende in crisi. Ha saputo scuotere le coscienze e mobilitare la solidarietà: credo sia stato il suo dono più grande».
Anche mons. Confalonieri, che lo aveva preceduto a Susa, ha espresso vicinanza: «Porto nel cuore il ricordo di un pastore buono e innamorato della Chiesa. La Valle lo ricorderà con riconoscenza anche per aver posto le basi dell’avvicinamento con Torino, un cammino oggi in pieno svolgimento».
Il messaggio della CEI
Anche la Conferenza episcopale italiana, per voce del presidente card. Matteo Zuppi e del segretario mons. Giuseppe Baturi, ha espresso dolore per la morte di Nosiglia, che era stato vicepresidente della CEI dal 2010 al 2015: «Uomo di grande spiritualità, ha servito la Chiesa in Italia leggendo i segni dei tempi, ponendosi in ascolto delle istanze che emergevano negli anni. Ha guardato con particolare attenzione ai disoccupati, ai Sinti e ai Rom. Fu tra i protagonisti del “Rinnovamento della Catechesi” e direttore dell’Ufficio Catechistico nazionale».
Il ricordo della CEI si lega anche alle Ostensioni della Sindone, in particolare quella del Sabato Santo 2020 in piena pandemia, quando Nosiglia affermò che «la Sindone è icona di questo giorno che prelude alla Pasqua di Risurrezione».