«Un giovane dell’inizio del Novecento e un adolescente dei nostri giorni, tutti e due innamorati di Gesù e pronti a donare tutto per lui». Con queste parole papa Francesco ha presentato Pier Giorgio Frassati e Carlo Acutis, canonizzati domenica scorsa in piazza San Pietro. Anche la diocesi di Novara era presente a questo momento con una piccola delegazione: don Gianluca De Marco, don Riccardo Cavallazzi (direttore e vicedirettore dell’Ufficio di pastorale giovanile), con don Luca Favero, coadiutore di Sant’Antonio e collaboratore della pastorale giovanile e vocazionale, insieme a un gruppo di adolescenti e giovani.
«Abbiamo portato a casa l’emozione di aver condiviso un momento memorabile di Chiesa, di una Chiesa con un volto giovane, quello dei due Santi Pier Giorgio e Carlo, ma anche le parole del Papa, rivolte a tutti, ma soprattutto ai ragazzi: “Il rischio più grande della vita è quello di sprecarla al di fuori del progetto di Dio”», ha detto don Gianluca De Marco.
Nell’omelia della messa, il Pontefice ha richiamato l’esempio del re Salomone, «che pur avendo potere, ricchezza, salute, giovinezza e bellezza» aveva compreso che tutto rischiava di andare perduto senza il dono della sapienza. Solo mettendosi in ascolto della Parola di Dio «ogni cosa trova il suo posto nel grande disegno del Signore».
«I ragazzi si sono sentiti interpellati dalle parole del Papa, che hanno sentito rivolte proprio a loro – racconta don Favero –. Tante erano le domande e le curiosità. Le figure di Frassati e Acutis non erano nuove per loro, ma questa volta si sono sentiti partecipi di un evento di Chiesa, di una festa che riguarda tutta la comunità credente. Si sono confrontati con due giovani che non hanno sprecato la vita, ma l’hanno vissuta pienamente ogni giorno, senza fare cose straordinarie, semplicemente restando fedeli al Vangelo». Don Favero ricorda anche la gioia dei ragazzi di aver condiviso la vigilia della canonizzazione con mons. Filippo Ciampanelli, giovane vescovo novarese, originario proprio della parrocchia di Sant’Antonio, in servizio presso il Dicastero delle Chiese orientali. «Con lui ci siamo preparati a vivere insieme questa celebrazione».
La canonizzazione di Frassati, con la sua instancabile dedizione ai poveri e la testimonianza di fede, e di Acutis, con la freschezza di un adolescente capace di unire preghiera, studio, amicizia e sport, interpella non solo i giovani, ma tutta la Chiesa: «ricorda che la santità – concludono i sacerdoti – non è un traguardo per pochi, ma una possibilità reale e concreta per tutti i battezzati».
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