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L’Vedere la vecchia “littorina” entrare in stazione è stata una vera emozione. Il treno storico che è arrivato a Varallo sabato scorso non era, come al solito, un antico treno a vapore, ma una coppia di automotrici diesel come quelle che hanno operato sulla linea Novara-Varallo fino al giorno della chiusura. Una scelta certamente azzeccata questa, visto che la finalità della giornata, oltre ad accompagnare i turisti in visita al capoluogo valsesiano e a presentare il nuovo programma dei treni storici per il 2026, era proprio sollecitare la Regione a riaprire la storica tratta anche al trasporto pubblico.

A bordo del treno c’erano il presidente della Fondazione ferrovia dello Stato Luigi Cantamessa, il sindaco ed il vice sindaco di Varallo Pietro Bondetti ed Eraldo Botta (due amministratori che da anni si battono per la riapertura della linea) e numerosi rappresentanti delle amministrazioni comunali di diversi paesi serviti dalla linea ferroviaria. Per tutti loro rimettere piede su quei vagoni, respirare l’odore dei vecchi sedili e pulire con la mano i finestrini appannati ha rappresentato un vero e proprio tuffo nei ricordi e un incentivo in più per mettersi in gioco sul piano politico.

«Caldeggiamo nuovamente la riapertura della linea – dice Silvia Zancato, assessore del comune di Sizzano – perché il treno c’è sempre stato e sarebbe un ulteriore mezzo che consentirebbe di potenziare i servizi per i piccoli paesi dove ormai è rimasto solo il pullman».

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