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Una vecchia radio che si accende nel salotto di una casa di campagna, una nonna che racconta, un nipote che, cercando tra i canali, scopre la musica. E dalla scatola magica esce un’intera orchestra. Si sentono le voci di due uomini che cantano. “È la Bohème” dice la nonna. E Parigi prende vita tra le mura di un salotto di campagna.

Domenica 22 febbraio alle 16 il Teatro Coccia porta in scena “La Bohème in una stanza”, primo titolo della rassegna “Chi ha paura del Melodramma?”, una produzione pensata per avvicinare giovani e famiglie al grande melodramma attraverso una chiave inedita e coinvolgente. L’appuntamento è stato presentato giovedì dalla direttrice del Coccia, Corinne Baroni. Una formula ormai consolidata dopo i successi delle passate stagioni, per un lavoro affidato a un team creativo di giovani, ma anche di ritorni importanti.

La collaborazione con la Sawakami Opera Foundation

Lo spettacolo, frutto della collaborazione con la Sawakami Opera Foundation, nasce da un’idea semplice ma potente: far dialogare generazioni diverse attorno a un capolavoro di Puccini. La drammaturgia di Vincenzo De Vivo parte da un ricordo autobiografico: una nonna che, da ragazza, conobbe Cesira Ferrani, la prima interprete di Mimì, e che ora trasmette al nipote quella passione attraverso i racconti e la musica che esce da una vecchia radio. Realtà e finzione si intrecciano: il salotto si trasforma nella soffitta parigina, poi nel Café Momus, infine nella Barriera d’Enfer innevata.

Regia, scene, costumi e partitura

La regia è affidata ad Alberto Jona, scene e costumi a Gisella Bigi e Ignazio Buscemi in collaborazione con il Liceo Artistico Casorati di Novara. La partitura di Puccini è stata rielaborata per ensemble da camera da Saverio Santoni e Matteo Sarcinelli, allievi dell’Accademia Amo (Accademia dei Mestieri dell’Opera) del Coccia: «Smontare e rimodellare una partitura di questo calibro mantenendo i colori originali è stata un’occasione di apprendimento senza pari», raccontano i due compositori. Scene da La Bohème di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa.

I protagonisti

Sul podio dell’“Orchestra Antonio Vivaldi” il maestro Ernesto Colombo. Nel cast giovani talenti internazionali e allievi dell’Accademia AMO: Xiaosen Su debutta come Rodolfo, Martina Malavolti è Mimì, Takeshi Sawachi interpreta Marcello, Misaki Takahashi è Musetta. Con loro Stefano Marchisio (Schaunard), Omar Cepparolli (Colline) e Lorenzo Medicina (Alcindoro). Protagonisti anche due attori: Elena Ferrari nel ruolo della nonna e il 17enne Ivan Geymonat come nipote.

Biglietti e informazioni

Biglietti a 5 euro sino a 14 anni, 15 dai 15 ai 30 e 20 per gli adulti. Repliche lunedì 23 e martedì 24 alle 9.30 e alle 12. Info su www.fondazioneteatrococcia.it.

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