Sabato 21 febbraio presso il Seminario di Gozzano si terrà la sessione congiunta del Consiglio pastorale diocesano e del Consiglio presbiterale con il vescovo Franco Giulio Brambilla. Tema dell’incontro sarà la situazione dei Consigli pastorali parrocchiali. L’appuntamento è alle 9.15.
«La sessione congiunta è stata voluta dal vescovo nella scorsa riunione di novembre del Consiglio pastorale diocesano, quando era emersa la necessità di parlare degli organismi di partecipazione parrocchiali e di Upm – spiega don Brunello Floriani, vicario episcopale per la pastorale –. Tra l’altro il Documento di sintesi del Cammino sinodale delle Chiese in Italia “Lievito di pace e di speranza” propone anche che “le diocesi almeno una volta all’anno convochino in seduta comune il Consiglio pastorale diocesano e il Consiglio presbiterale, per l’individuazione delle scelte pastorali prioritarie”. Il tema che affronteremo è urgente per la nostra diocesi».
I membri dei due Consigli si interrogheranno sulla presenza dei Consigli pastorali parrocchiali, sulla loro diffusione sul territorio e sul percorso da portare avanti nei prossimi mesi con l’obiettivo di arrivare all’autunno 2026 con organismi di partecipazione rinnovati o nuovi, pronti a svolgere pienamente il proprio ruolo.
Dopo un’introduzione ai lavori della mattinata, i partecipanti si divideranno in tre gruppi di lavoro. Ogni gruppo rifletterà sul Consiglio pastorale parrocchiale in riferimento a realtà diverse: in una grande parrocchia, in una comunità composta da due o tre parrocchie, in una realtà in cui il parroco è alla guida di quattro o più parrocchie, anche di piccole dimensioni.
Al centro della riflessione, la composizione del Consiglio pastorale parrocchiale, le possibili soluzioni su come non perdere l’identità delle singole parrocchie nel Consiglio pastorale di più comunità, il rapporto tra consiglio pastorale e gli altri organi di partecipazione (équipe di Upm, Consiglio pastorale diocesano, Consiglio presbiterale, Consiglio episcopale). Dopo la condivisione in assemblea, le conclusioni del vescovo e il termine della sessione alle 12.30.
«Mettere al centro il Consiglio pastorale parrocchiale ora significa, pensando anche a quanto fatto in questi anni dal Cammino sinodale universale e dal Cammino sinodale delle Chiese in Italia, partire dal basso, dall’ascolto della comunità – spiega il vicario per la pastorale – e quindi far sì che di conseguenza i membri che entreranno a far parte dell’équipe di Upm portino la situazione reale e condivisa dai Consigli pastorali parrocchiali. Così come i delegati laici e i moderatori delle UPM che vengono nominati membri del Consiglio pastorale diocesano devono poter portare i problemi e i sogni condivisi nella propria Upm».
L’urgenza della discussione sul tema è legata anche ai cambiamenti che sta affrontando la Chiesa novarese. «Vi è un significativo aumento di parroci che hanno in carico più parrocchie e fondamentale è costituire organismi in grado davvero di riportare in diocesi il vissuto del territorio – conclude don Floriani –. In questa sessione non arriveremo a conclusioni definitive, ma ci metteremo in ascolto reciproco divisi in gruppi, per poi arrivare a una sintesi che possa favorire il seguito del cammino».
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