Una piccola stanzetta e qualche anziano che piange. La mente li riportava indietro, a quando – bambini – dovevano portare il pane a casa al padre. Maria Bocca Biolcati viveva in quegli anni un’esperienza di volontariato all’Istituto De Pagave a Novara e quella scena – come altre – non le ha più dimenticate.
Da lì, nel 1997, il seme che ha portato alla nascita di quella che oggi è Ama Associazione Malati di Alzheimer Novara — realtà che a gennaio 2027 taglierà i trent’anni di vita.
Un traguardo che si avvicina insieme a due novità. La prima: il 21 settembre Novara sarà una delle tappe dell’Alzheimer Fest, evento itinerante che promuove la consapevolezza sulla malattia attraverso attività culturali, artistiche e scientifiche.
Unica – al momento – data in Piemonte, promossa dall’associazione omonima guidata da Michele Farina, giornalista del Corriere della Sera, che ha raccontato la storia di sua madre malata nel libro “Quando andiamo a casa?”.
L’evento prevederà due momenti: uno alla sede Ama al Centro commerciale San Martino, uno in centro, in piazza Duomo. Gli ideatori lo descrivono come «l’Oktober Fest di Monaco: forse con meno birra ma con più abbracci, buona musica, artisti, scrittori, medici senza camici, esperti senza powerpoint».
La seconda novità è “AMAscolta”, sportello di ascolto empatico per familiari di persone con demenza. «Si rivolge ai caregiver — spiega Bocca — per dare loro il giusto supporto, attraverso incontri con una psicologa e con un filosofo».
Tra i temi trattati: gestione delle emozioni dopo la diagnosi, scelte etiche difficili, elaborazione del lutto anche …
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