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Otto anni. A volte i disturbi alimentari iniziano così presto. E allora parlarne — a scuola, con i ragazzi, con le famiglie — non è più un’opzione: è urgenza.

È questa la convinzione che ha portato la non profit Animenta, che dal 2021 si occupa di disturbi alimentari e salute mentale, a realizzare a Novara per il secondo anno il progetto “Let’s talk together”. Un’iniziativa sostenuta con 30mila euro da Fondazione Comunità Novarese e Fondazione De Agostini.

Dopo il progetto pilota nell’anno 2024/25 al Ravizza, quest’anno le attività sono state riconfermate al Ravizza e portate anche al liceo scientifico Antonelli (nove classi) e all’istituto tecnico Mossotti (dieci classi). In totale, oltre 800 persone coinvolte tra studenti, famiglie e docenti.

In Italia i disturbi alimentari colpiscono oltre 4 milioni di persone, con un incremento del 60% dal 2019. Il 90% dei pazienti è di sesso femminile, ma cresce la componente maschile.

“Let’s talk together” si è articolato in quattro incontri di due ore ciascuno, condotti da professioniste – psicologa, psicoterapeuta, biologa nutrizionista ed esperta in Scienze Psicosociali della Comunicazione – più un appuntamento online per genitori e docenti, toccando educazione alimentare, consapevolezza psico-corporea e relazione con il digitale.

Articolo completo e altri servizi provenienti dalla Diocesi di Novara si possono trovare sul nostro settimanale in edicola e online da venerdì 3 aprile. Il settimanale si può leggere abbonandosi cliccando qui.

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