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«I campi scuola sono sempre un’occasione di formazione e crescita nella fede per i ragazzi, e quelli diocesani un’opportunità per allargare i propri orizzonti, conoscere nuovi amici, imparare che insieme, pur arrivando da parrocchie diverse, si è davvero una comunità cristiana che cammina insieme».

Con queste parole don Gianluca De Marco, direttore dell’Ufficio di pastorale giovanile, racconta i campi scuola vocazionali della diocesi di Novara, mentre è ancora in corso il campo dedicato ai giovani del biennio delle superiori. Per loro l’esperienza – terminata sabato scorso per i ragazzi delle medie – si concluderà sabato 27 luglio per i ragazzi delle superiori.

I campi hanno coinvolto oltre 200 giovani da parrocchie di diverse zone della diocesi: Agrate, Arona, Borgomanero, Galliate, Gravellona Toce, le parrocchie del Sacro Cuore e di Sant’Antonio di Novara, Ornavasso, Romentino e Alto Vergante.

«I campi vocazionali, una tradizione in diocesi, sono un’opportunità formativa per i ragazzi delle piccole parrocchie dove è difficile pensare un cammino solo per i ragazzi – ricorda don De Marco -. Ma sono scelti anche dagli oratori più grandi, che preferiscono partecipare ai campi diocesani per far vivere ai giovani una proposta diversa, di incontro con coetanei di altre zone, di confronto con animatori di altre comunità: in due parole, un’esperienza di Chiesa diocesana».

Il tema

Quest’anno il tema al centro dei campi è stato “Aspirate alla santità ovunque siate”, l’invito di papa Leone ai giovani del Giubileo 2025, intrecciato alla storia di san Francesco, negli 800 anni dalla sua morte.

Lo stesso tema accompagnerà anche gli universitari, che dal 1° all’8 agosto si metteranno in cammino da Spoleto ad Assisi, accompagnati da don De Marco, don Mauro Baldi, don Davide Bandini, don Andrea Vigliarolo e da una famiglia della diocesi.

Gli educatori

Il camminare insieme ad altri oratori in estate rappresenta un’occasione di crescita anche nel servizio, per gli educatori degli oratori che accompagnano i ragazzi.

«Sono giovani che dedicano del tempo in parrocchia ai più piccoli, organizzando giochi, partecipando ad attività formative durante l’anno e in estate – ricorda il sacerdote -. Anche per loro è una novità significativa il confronto con altri giovani che svolgono lo stesso servizio, con sacerdoti e ragazzi diversi».

A emergere dalle parole degli animatori è il valore di un’esperienza che forma, crea legami e rafforza la fede.


La testimonianza di Samuele

Ci sono luoghi e momenti capaci di lasciare un’impronta indelebile nella vita di un giovane.

Per me, questo è stato il quarto anno consecutivo a Spiazzi di Gromo, ma con una novità fondamentale: è stata la mia prima esperienza nel ruolo di animatore.

È stata una bellissima e intensa settimana vissuta in un posto meraviglioso, ricco di storia, luoghi suggestivi e tante curiosità da scoprire.

Il campo a Spiazzi è un’esperienza del tutto diversa rispetto a tutte le altre attività che un animatore si trova a svolgere durante l’anno, come per esempio il Grest. La differenza sta nell’ambiente: ci si trova immersi in un contesto unico, condividendo ogni istante in stretta compagnia degli altri animatori e dei ragazzi.

Tutti gli anni, durante questa settimana, riesco a ritrovare una profonda pace interiore; è un momento in cui mi riposo e cerco di vivere tutto quello che posso al meglio delle mie possibilità. In quei giorni mi sento particolarmente vicino al Signore, che ogni anno ci protegge e fa in modo che noi della Diocesi di Novara possiamo vivere una settimana serena, ricca di valori e di fraternità.

Quest’anno, tuttavia, l’esperienza è stata ancora più speciale. Vivere il campo da animatore ti offre l’opportunità di conoscere tanti bambini e ragazzi in un modo del tutto nuovo e profondo.

Io ne ho conosciuti tantissimi, ma ho avuto anche l’occasione di stringere e rafforzare i rapporti con chi già conoscevo. Ognuno di loro, con un sorriso o una parola, mi ha lasciato una piccola firma in un cassetto del mio cuore, un ricordo prezioso che custodirò per sempre.

Durante la settimana si fanno tantissime esperienze che ti lasciano davvero il segno. Una di quelle più emozionanti è sicuramente l’escursione per raggiungere la croce sulla cima della montagna, a oltre 2.000 metri di quota. Quando arrivi lassù, la sensazione è da brividi: si contempla forse il paesaggio più bello che io abbia mai visto nella mia vita.

Come sempre accade per le cose belle, il momento del ritorno porta con sé una nota di tristezza. Nei giorni successivi ti assale una malinconia molto forte, soprattutto quando ti ritrovi a riguardare tutte le fotografie scattate con i ragazzi, i ricordi dei posti visitati e i momenti dei giochi condivisi.

Alla fine si comprende che Spiazzi è molto più di un semplice campo estivo: è quel luogo dell’anima dove ritrovi la pace interiore, quel punto di rifugio dove ogni peso o preoccupazione che ti porti dentro finalmente passa.

Un doveroso e sentito ringraziamento va a Don Gianluca, Don Luca, a tutti gli altri sacerdoti e a tutti coloro che, con dedizione e impegno, hanno reso possibile tutto questo.

Samuele Stroppolatini


La testimonianza di Roberta

Ho cominciato questa avventura come animatrice dei campi con non poche paure, ma con tanta voglia di mettermi in gioco. Ho sempre fatto l’animatrice del Grest e iniziare un’esperienza nuova, in un contesto diverso, con animatori e ragazzi che non conoscevo bene, mi spaventava.

Questi giorni sono stati meravigliosi. Ho conosciuto ragazzi fantastici, che si sono lanciati in un cammino di introspezione, di fede e di riflessione sulla vita quotidiana, uscendone più forti di prima. Come loro animatrice non posso che essere orgogliosa di loro e grata per aver fatto parte del loro percorso di crescita.

Ma il campo non è stato soltanto riflessione: è stato anche divertimento, fatica, gioie, imprevisti ed emozioni. Per fortuna i miei compagni di viaggio, l’équipe degli animatori, era meravigliosa. Legare così tanto in poco tempo, trascorrere insieme giornate stupende, cantare e suonare, guardare le stelle, giocare e camminare mi riempie di gratitudine.

Nonostante le notti insonni e la stanchezza, questa settimana non ha fatto altro che riempirmi d’amore e di quella gioia autentica che resta nel tempo. Per questo desidero dire un immenso grazie a chi ha reso possibile vivere un’esperienza tanto speciale.

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