Si è concluso sabato scorso a Doccio il periodo di festeggiamenti in onore del patrono san Bonomio nell’anniversario dei mille anni dalla morte.
Le celebrazioni si erano aperte domenica 30 agosto, con la messa solenne nella chiesa dedicata al santo, e sono proseguite la mattina del 5 settembre nello stesso luogo con il convegno dal titolo “San Bonomio a mille anni dalla morte: storia, cultura e tradizioni”.
Il convegno si è aperto con l’intervento di don Paolo Milani, docente di storia della Chiesa medievale, che ha parlato della storia del monachesimo dalle sue origini fino al medioevo.
L’intervento di don Milani è servito a contestualizzare meglio la figura di san Bonomio, abate del monastero di San Genuario di Crescentino, su cui è intervenuto in maniera approfondita il parroco di Ghemme nonché docente della Pontificia università gregoriana di Roma don Damiano Pomi.
«Quello che mi ha colpito in particolare di questa figura – afferma don Damiano – è che san Bonomio non è stato semplicemente un abate chiuso nel suo monastero, ma era concretamente inserito nelle dinamiche storiche e politiche del suo tempo, in particolare per il suo impegno nei confronti del vescovo di Vercelli. E poi il suo pellegrinare tra Oriente e Occidente: prima è stato in Egitto, poi a Gerusalemme e nella penisola del Sinai; insomma è stato un “santo in cammino”. Per altro l’unica reliquia di san Bonomio che si venera, visto che la sua tomba non è stata ancora scoperta, è un sandalo conservato a Fontanetto Po. Trovo una cosa simbolica e molto bella il fatto che l’unica reliquia di un personaggio “camminatore” come questo sia proprio un sandalo».
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