Arriva a conclusione definitiva il caso, sollevato dal nostro giornale, delle famiglie di esuli del Villaggio Dalmazia che chiedevano di acquistare le case Atc in cui abitano.
In questi giorni l’Agenzia Territoriale per la Casa del Piemonte Nord, che nell’ultimo periodo ha verificato chi potesse rientrare nei requisiti, ha contattato via lettera gli inquilini interessati, 29 famiglie.
A riferirlo è il presidente Marco Marchioni, soddisfatto per l’esito di un’iniziativa «su cui si stava lavorando da tempo e per cui è stato necessario approfondire la normativa».
Si tratta del 10% del nucleo originario di famiglie giunte nel ’56, quando, come rileva Flavio Lenaz, presidente Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia Angvd, «erano 302», «il 20% delle 150 rimaste», precisa il sindaco Alessandro Canelli.
Una possibilità importante già esistente negli anni in cui il Villaggio Dalmazia iniziava ad accogliere i profughi ed esuli che fuggivano dalle loro terre. Ma poche famiglie, a quel tempo, ne usufruirono.
Poi, a seguito di nuove norme, questa possibilità di riscatto delle case si è complicata. Ma adesso – superata l’impasse tecnica – i profughi che hanno i requisiti necessari potranno farlo.
Dovranno essere profughi, esuli o loro eredi conviventi, «ossia – spiega Marchioni – che vivevano in casa col genitore giunto dall’esodo giuliano dalmata». «Oggi – commenta Canelli – siamo qui a presentare un’iniziativa che riusciamo a mettere in campo dopo diversi anni. C’era ancora qualche aspetto da sistemare …
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