Disoccupazione contenuta, ma stipendi bassi e occupazioni precarie: è il paradosso del “lavoro povero” che accomuna Novara e il Verbano Cusio Ossola.
Se nel Novarese la crisi della chimica e della moda spinge a scommettere sull’hi-tech col grande insediamento di Silicon Box, nel Verbano Cusio Ossola l’economia resta fragile, legata a un turismo stagionale e sostenuta in modo determinante dai salari dei frontalieri in Svizzera. Elena Ugazio, segretaria generale della Cisl Piemonte, sottolinea che «Le persone lavorano, ma pur lavorando risultano essere povere anche nelle nostre due province. Un paradosso legato a professioni che non garantiscono stipendi adeguari oppure che, per loro natura, sono precarie». Carlo Robiglio, presidente di Confindustria Novara Verballi Valsesia, aggiunge: «Servono nuova professionalità. Con la formazione, occupazione stabile e stipendi migliori».
Per superare la distanza tra la carenza di profili specializzati e la difficoltà dei lavoratori di ricollocarsi, il mondo sindacale e quello imprenditoriale concordano su una priorità: investire sulla formazione continua.
Accanto alle interviste a Ugazio e Robiglio, un approfondimento su Radici Chimica, Barry Callebaut e sull’indagine dei sindacati sui frontalieri.
L’approfondimento in primo piano con i servizi dalla Diocesi di Novara sul nostro settimanale in edicola e online da venerdì 30 ottobre. Il settimanale si può leggere abbonandosi cliccando qui