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Il riconoscimento del lavoro di cura è un primo passo, ma servono risorse, servizi e sostegni concreti. È il tema al centro del dibattito sui caregiver familiari, dopo il via libera della Camera (non senza molte perplessità da parte di famiglie e Terzo Settore) al disegno di legge ora all’esame del Senato.

Sul territorio, realtà come l’Associazione malati Alzheimer di Borgomanero e l’Associazione genitori persone con autismo di Novara testimoniano la complessità dei bisogni delle famiglie. Come sottolinea Chiara Fornara, direttrice del Consorzio dei Servizi sociali del Verbano, chi assiste una persona non autosufficiente deve poter contare non soltanto su aiuti economici, ma anche su assistenza domiciliare, sostegno psicologico e servizi di sollievo.

Perché prendersi cura non significhi rinunciare alla propria vita.

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