Condividi su

«Io non voglio essere riconosciuto come l’assassino del Sacro Cuore, ma come Massimo». Sono le parole di uno dei detenuti, con nome e quartiere inventati per proteggerlo, che hanno chiuso il racconto del progetto “Circle di comunità”, presentato al Sacro Cuore, a Novara, dal Centro di giustizia riparativa.

Per sette mesi detenuti della casa circondariale e cittadini della parrocchia hanno fatto lo stesso percorso, tra laboratori, colloqui con i mediatori e incontri in cerchio. L’idea ora è allargare l’esperienza a tutta la città.

Poi le testimonianze. Giovanni Ricci, figlio di Domenico, autista di Aldo Moro ucciso in via Fani, ha raccontato il suo cammino dall’odio all’incontro con gli ex brigatisti Valerio Morucci, Adriana Faranda e Franco Bonisoli. Maria Luisa Iavarone, docente alla Parthenope di Napoli e mamma di Arturo, accoltellato da una baby gang nel 2017, ha spiegato la scelta di un percorso di giustizia riparativa con altri ragazzi autori di reati violenti.

Articolo completo e approfondimenti da tutto il territorio della Diocesi di Novara sul nostro settimanale, in edicola e online da venerdì 30 ottobre. Il settimanale si può leggere abbonandosi cliccando qui

Condividi su

I commenti sono chiusi.

Leggi anche

Giustizia
l'AZIONE

Sacro Cuore, il “Circle” di giustizia riparativa tra detenuti e cittadini ora punta a tutta Novara

Monica Curino

Sguardi
l'AZIONE

“Sguardi”, ragazzi e volontari raccontano una Novara inedita

Monica Curino

Rizzo
l'AZIONE

Rizzottaglia a Novara: le case Atc diventano un museo a cielo aperto

Monica Curino