Nella notte tra domenica 23 e lunedì 24 novembre è morto, all’età di 96 anni, don Bartolomeo Romanello, da tutti conosciuto come don Lino, durante un ricovero presso il San Biagio di Domodossola, città dove risiedeva da quando aveva lasciato la guida della vicina parrocchia di Vagna.
Il Rosario si terrà martedì 25 novembre nella chiesa parrocchiale del centro ossolano, alle ore 18. Sempre nella chiesa parrocchiale di San Brizio di Vagna il vescovo Franco Giulio presiederà, mercoledì 26 novembre alle 10.30, il funerale. La salma riposerà poi nel cimitero locale.
La formazione a Milano e l’ordinazione a Novara
Don Lino era nato a Sesto San Giovanni il 14 luglio 1929. La formazione al sacerdozio era stata vissuta nei Seminari milanesi: solo pochi mesi prima dell’Ordinazione sacerdotale domanderà di essere accolto nella nostra Diocesi, dove riceverà gli ultimi Ordini Minori e il Diaconato. Diverrà sacerdote il 27 giugno 1954 a Novara, ordinato da mons. Gilla Vincenzo Gremigni.
Accanto agli emigrati italiani in Svizzera
I primi anni sacerdotali saranno vissuti, quale vicario parrocchiale, nella Comunità di Villadossola, accanto a don Camillo Nobile, mentre dal 1959 al 1968 diverrà parroco alla Noga di Villadossola. Nel 1968 vivrà la sua prima missione come assistente religioso degli emigrati italiani in Svizzera, nella Comunità di Konolfingen, nel Canton Berna: vi rimarrà fino al 1977, ponendosi a servizio di diverse parrocchie e integrandosi bene in queste comunità dove vi erano molti connazionali soprattutto per motivi di lavoro. «Terminata questa prima presenza – racconta don Franco Giudice, vicario episcopale per il clero e la vita consacrata –, nel 1977 tornerà in Diocesi, anche per la necessità avvertita, dopo un’esperienza preziosa ma logorante, di un periodo di riposo e di riflessione: sarà posto, per qualche tempo, a servizio della Parrocchia di Arona».
Già dall’ottobre del 1978 don Lino ha ripreso la via della Svizzera dove, fino al 1988, animerà la Missione cattolica italiana di Sursee, nel Canton Lucerna, sempre accanto alla popolazione della nostra nazione risiedente in quell’area di lingua tedesca. Tornerà di nuovo in Diocesi per assumere, dal 1988 al 1990, la responsabilità della Parrocchia di Feriolo dove, oltre offrire un prezioso servizio sacerdotale, porterà a termine molti interventi sulle strutture parrocchiali.
Nel 1990 accoglierà però di nuovo la proposta di un ultimo periodo nelle Missioni cattoliche italiane in Svizzera, questa volta a Flawil, nel Canton San Gallo, dove rimarrà fino al 1998 quando, ritornato ormai stabilmente nelle nostre terre, diverrà parroco di Vagna, frazione di Domodossola, dove si impegnerà per conservare i molti beni artistici della Comunità e le sue ricche tradizioni religiose. Guiderà la Parrocchia di Vagna fino al 2017, quando per don Lino si avvierà il periodo della quiescenza, vissuta nel proprio appartamento a Domodossola.
Il lutto della Chiesa novarese
«Siamo vicini nella preghiera ai familiari e ai parenti – aggiunge don Giudice -, domandando al Signore che lo possa ricompensare per la sua opera sacerdotale vissuta in Comunità italiane e svizzere, ma sempre a servizio dell’unica Chiesa di Cristo».
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