S’intitola “Exodos-Exit – Popoli in cammino” la mostra fotografica che affronta uno dei temi più urgenti e complessi della contemporaneità: le migrazioni. Un percorso visivo che attraversa volti, sguardi e silenzi, catturati dall’obiettivo di tredici fotoreporter impegnati in un progetto che intende scuotere le coscienze più che fornire risposte. Le immagini, dense di umanità e di dolore, costituiscono una provocazione che non richiederebbe parole aggiuntive: cambiamenti climatici, conflitti, carestie costringono milioni di persone ad abbandonare le proprie terre, e lo spettatore si trova inevitabilmente chiamato a una riflessione morale. È la forza dell’immagine fotografica e di chi sa cogliere l’istante rivelatore.
La rassegna sarà inaugurata mercoledì 19 novembre alle 17 al Campus Universitario Perrone. L’iniziativa nasce da una collaborazione tra l’Ordine dei Giornalisti del Piemonte e l’Università del Piemonte Orientale. La giornata si aprirà alle 15 con una tavola rotonda all’Auditorium Cattaneo, alla quale interverranno il presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Piemonte, Stefano Tallia; il rettore Menico Rizzi; i fotoreporter Simona Carnino e Mauro Donato, tra gli autori della mostra; Maurizio Ambrosoli, docente di sociologia delle migrazioni all’Università di Milano; e Irene Ponzo, ricercatrice Upo. A coordinare i lavori sarà Antonella Mariotti, consigliera dell’Ordine dei Giornalisti.
Il progetto “Exodos-Exit”, nato nel 2017 su iniziativa dell’Associazione degli ex allievi del Master di Giornalismo Giorgio Bocca e sostenuto dalla Regione Piemonte, è stato rilevato nel 2024 dall’Ordine dei Giornalisti, che lo ha rilanciato arricchendolo di nuovi contributi. I tredici fotoreporter coinvolti – Marco Alpozzi, Renata Busettini, Simona Carnino, Mauro Donato, Max Ferrero, Mirko Isaia, Giulio Lapone, Matteo Montaldo, Giorgio Perottino, Andreja Restek, Paolo Siccardi, Stefano Stranges e Mauro Ujetto – raccontano il fenomeno migratorio dai Paesi d’origine fino ai confini italiani, attraversando Trieste, la Val di Susa e Ventimiglia, in un itinerario che restituisce la complessità e la drammaticità delle diverse situazioni.
La mostra, già ospitata in quaranta città italiane e al Parlamento Europeo, è stata insignita della medaglia d’oro del Presidente della Repubblica. “La mostra non intende proporre soluzioni politiche, ma offrire strumenti di conoscenza per formare un’opinione libera e documentata”, sottolinea Tallia, che ringrazia l’Upo per l’accoglienza del progetto.
Il rettore Rizzi ribadisce il ruolo dell’università come luogo di dialogo e confronto: “Attraverso ricerca e scambio culturale, gli atenei favoriscono la collaborazione tra i popoli. Questa mostra ci permette di riaffermare il nostro impegno nello studio dei fenomeni migratori, come dimostrano le attività del Centro interdipartimentale su migrazioni, diversità e sviluppo sostenibile e la partecipazione al progetto Unicore, sostenuto dall’Unhcr”.
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