«Mettere al centro i bambini significa scegliere il futuro». È questo il messaggio che la Giornata per la Vita consegna alle comunità e alle istituzioni, invitando a guardare con responsabilità e speranza alla famiglia e alla natalità, che anche in Piemonte richiedono un’attenzione maggiore».
Roberto Gontero, presidente del Forum delle Associazioni Familiari del Piemonte, commenta così il Messaggio con un riferimento al territorio. A pochi giorni dall’appuntamento – la 48° Giornata per la vita del 1° febbraio – e alla vigilia del Festival dell’Accoglienza, con il quale nella diocesi di Novara si celebra questa giornata, Gontero offre uno sguardo sulla natalità, su affidi e adozioni, ma anche sulle scelte delle politiche familiari della Regione.
«Lo sguardo che abbiamo come Forum delle Associazioni Familiari è sempre positivo, perché non può che essere così, pieno di speranza, lo sguardo di chi genera vita: ogni nascita è segno di fiducia nel domani, un atto di speranza che apre alla vita e costruisce comunità».
Eppure, accanto a questo sguardo fiducioso, emergono dati e fragilità che colpiscono e riguardano prima di tutto le nascite. L’Italia è tra i Paesi europei con il tasso di natalità più basso e il Piemonte si colloca tra le regioni più critiche. «Nel 2025 il calo delle nascite prosegue, in linea con l’inverno demografico nazionale – dice Gontero -. Le cause sono molteplici: fattori culturali, la difficoltà a immaginare il futuro. Ma pesa anche un problema concreto: molte coppie rinunciano a generare figli perché temono di non riuscire a sostenere le difficoltà economiche».
Negli ultimi anni sono stati avviati interventi importanti, come l’assegno unico universale, nato anche dall’esigenza di sostenere la natalità. A livello regionale, il Piemonte ha introdotto strumenti come il “Voucher scuola” e il programma “Vesta” per ridurre il peso delle spese delle famiglie. E poi il Fondo Vita Nascente, istituito dalla Regione per sostenere le donne o le coppie che per motivi economici esitano nel portare avanti la gravidanza. Provvedimenti utili, che necessitano di continuità: «rendere strutturali queste misure e allargarle, finanziandole con maggiori fondi, significa offrire sicurezza alle famiglie e permettere loro di progettare il futuro con maggiore serenità», sottolinea. Si tratta di interventi che, però, non bastano. «È stata avanzata la richiesta di una riduzione dell’Irpef regionale per le famiglie numerose, a partire dal terzo figlio, speriamo che venga accolta al più presto».
Quello che occorre, e che si nasconde nella scelta di iniziative a sostegno delle famiglie strutturali e il più possibile rivolte a tutte le famiglie, è un cambio di prospettiva: «le politiche familiari non possono essere solo misure assistenziali o strumenti contro la povertà. Servono politiche di promozione – sottolinea il presidente regionale del Forum -. Un figlio non è un costo, ma una risorsa per l’intera società. Ogni investimento sui bambini è un investimento pubblico, un seme di sviluppo umano, sociale ed economico. È questa la rivoluzione culturale richiesta alla politica e a tutta la comunità, a ciascuno».
In questa direzione si inserisce il Progetto di sensibilizzazione sul tema dell’accoglienza dei bambini e di formazione e accompagnamento delle famiglie “C.a.s.a.”, finanziato dal Ministero del Lavoro e promosso dal Forum delle Associazioni Familiari, all’interno del quale è stato organizzato il Festival dell’Accoglienza.
«Anche il tema dell’adozione interpella tutti: le famiglie disponibili sono diminuite in Italia (7900 nel 2021 contro le 12900 del 2001) – riprende Gontero – e le adozioni nazionali sono scese da 1290 a 866 nello stesso periodo. Tuttavia, i bambini adottabili restano meno delle famiglie disponibili, segno di un sistema che richiede attenzione. Prima i bambini, dunque: nella speranza che sia una scelta concreta, corale e condivisa. Dove nasce un bambino, dove lo si accoglie, nasce il futuro». Dell’ “Arte di accogliere: storie di affido, adozione, speranza” Roberto Gontero parlerà a Novara, all’inaugurazione della mostra fotografica il 30 gennaio, alle 17, nel Quadriportico del duomo.
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