È tutto pronto per l’avvio del nuovo anno di pastorale giovanile della diocesi di Novara. Dopo il Giubileo dei Giovani a Roma, la Chiesa diocesana si rimette in cammino con il desiderio di custodire e rilanciare i frutti di quell’esperienza. Lo scorso fine settimana la Giunta di pastorale giovanile, insieme a un gruppo di giovani provenienti da diversi oratori del territorio, si è ritrovata per riflettere sul tema e sulle iniziative che accompagneranno l’anno pastorale 2025-2026.
Per il cammino di quest’anno è stato scelto il titolo “Cuori che ardono”, ispirato al racconto dei discepoli di Emmaus. Un richiamo che si intreccia con la lettera pastorale del vescovo Franco Giulio Brambilla, “Resta con noi perché si fa sera. Tre discepoli sulla via di Emmaus”, e che invita a mettere al centro la virtù della fede. Dopo aver dedicato l’anno giubilare alla Speranza, la proposta diocesana intende aiutare i giovani a riscoprire la bellezza dell’affidarsi a Cristo.
«Nell’anno pastorale che si apre – dice don Gianluca De Marco, direttore dell’Ufficio diocesano per la pastorale giovanile – ripartiremo dal desiderio di non disperdere il dono dell’esperienza vissuta al Giubileo dei Giovani, che ha visto 560 ragazzi e ragazze della nostra diocesi radunarsi attorno al Papa. È stato un momento forte di Chiesa universale e ora sentiamo l’urgenza di ritornare nei nostri oratori e nelle nostre comunità con uno sguardo nuovo. Il tema scelto, “Cuori che ardono”, richiama l’esperienza dei discepoli di Emmaus e ci rimanda a un cammino di fede: con la Speranza viva nel cuore, vogliamo aiutare i giovani a vivere più in profondità la fede nel Signore Gesù».
Il tema sarà al centro delle proposte formative e spirituali, degli eventi e del sussidio per il cammino dei gruppi giovanili negli oratori, che verrà presentato nel primo appuntamento diocesano dell’anno: domenica 28 settembre alle 20.30, nel Seminario di Gozzano. Sarà una serata pensata in particolare per gli educatori e operatori degli oratori, sacerdoti, religiosi e religiose. «Abbiamo scelto questa modalità – spiega – perché ci sembra importante, all’inizio dell’anno, creare un’occasione di incontro con coloro che quotidianamente sono accanto ai ragazzi. A tutti i giovani, invece, daremo appuntamento alla Gmg di novembre, che sarà il primo evento diocesano a loro dedicato».
Con “Cuori che ardono” prende dunque forma un nuovo tratto di strada per la pastorale giovanile diocesana: un cammino che si apre con fiducia, «nella consapevolezza – conclude don De Marco – che la fede cresce quando è condivisa e vissuta nella concretezza della vita degli oratori e delle parrocchie».
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