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Cento anni fa, il 6 luglio 1925, a 24 anni moriva per una polmonite fulminante Pier Giorgio Frassati, che sarà canonizzato a Roma il 3 agosto. Un santo della terra piemontese, nato a Torino. Pier Giorgio «non è un santo da santino, da piedistallo» ha detto Roberto Falciola, vice postulatore della causa di canonizzazione, all’incontro proposto a Borgomanero dall’Azione Cattolica, con la Diocesi di Novara, insieme con l’Unità pastorale missionaria di Borgomanero.

La serata, “Sulle orme di Frassati, attualità del suo impegno sociale e politico” è stata introdotta da Daniela Buonavita, presidente diocesana di Azione Cattolica, e come relatore ha partecipato anche Pier Luigi Tolardo, nostro editorialista. «Pier Giorgio era un ragazzo pieno di vitalità, coinvolgente, allegro, ma anche un cristiano vero» ha detto Falciola.

La mamma Adelaide è cattolica praticante, ma in modo molto formale; il padre, Alfredo, imprenditore, fondatore del quotidiano La Stampa, si definisce agnostico, pur rispettando la fede degli altri. Pier Giorgio nasce dunque in una famiglia dell’élite torinese, ha tutto, ma «è affascinato da Gesù, la cui presenza sarà sempre centrale».

Ingegneria mineraria per essere vicino agli ultimi

Non è un “secchione”, «vien respinto due volte al ginnasio Massimo d’Azeglio di Torino e viene riscritto in una scuola privata, l’Istituto sociale dei Gesuiti». Qui l’incontro con un padre gesuita che ne capisce la grandezza spirituale e invita Pier Giorgio a ricevere la Comunione quotidianamente: «Lo farà sempre» e qualche anno dopo dirà: «Tutti i giorni, Gesù viene incontro a me ed io per ricambiarlo vado incontro a lui attraverso i poveri».

Pochi sapevano del suo impegno verso gli emarginati del suo tempo, ma essi lo riconoscevano tanto che al suo funerale, il 6 luglio 1925, era presente una folla di quei poveri che aveva aiutato. Qualcuno paragonò il suo funerale a quello di don Bosco. La sua scelta – dopo aver conseguito la maturità classica – di iscriversi alla Facoltà di Ingegneria mineraria (mancavano due esami alla laurea quando morì) era diretta allo stare accanto agli ultimi: i minatori.

«Aiutava i poveri, ma guardandoli negli occhi – ha detto Falciola – cioè valorizzando la loro dignità di persona». «Lo guidavano la preghiera, i sacramenti (si confessava spesso), la Parola di Dio e fondamentale era il cammino della comunità».

La politica come servizio

Su quest’ultimo aspetto, l’essere partecipe alla vita politica, intesa come servizio e promozione umana, si è soffermato Pier Luigi Tolardo: «Il suo esempio parla a noi, che viviamo periodi incerti quanto lo erano i suoi, e, in tempi di rilevanti astensioni dal voto, è un invito a partecipare alla costruzione della società attraverso la politica». «Pier Giorgio sapeva coinvolgere i suoi coetanei nell’impegno sociale e politico: non ne avremmo bisogno anche noi oggi?».

L’opposizione al Fascismo

Frassati, negli ultimi anni della sua breve vita, visse l’epoca della nascita del Bolscevismo e la presa di potere da parte del Fascismo e non condivise né l’uno né l’altro. In molti cattolici (fra questi anche i borgomaneresi: Achille Marazza e Giacomo Borgna) era forte il desiderio di partecipare in modo attivo alla vita politica e, dopo la lunga assenza del non “expedit”, i cattolici si riaffacciavano alla vita sociale e politica, incoraggiati dalla “Rerum Novarum” della fine del secolo precedente. Se fu subito chiara la natura totalitaria del bolscevismo (1917), il mondo cattolico italiano si divise sulla natura del fascismo che si stava affermando in Italia.

Frassati partecipò (amico dell’aronese Carlo Torelli, figurò come delegato di Novara) al congresso del Partito popolare, sostenendo lucidamente la parte che avversava il nascente fascismo, di cui seppe cogliere molto presto la natura radicalmente contraria al cristianesimo.
Pier Giorgio non ebbe paura di esporsi in modo molto chiaro – precedendo le affermazioni del Concilio Vaticano II che chiamano il laico all’assunzione di responsabilità – di scegliere una parte, entrando nel conflitto di idee ed anche pagando di persona (Frassati fu arrestato durante una manifestazione ), sempre forte di quella “coscienza formata” in riferimento al testo conciliare che è ambizione ed impegno della Chiesa e dell’Azione Cattolica. Pier Giorgio Frassati è in definitiva un laico vero cristiano e vero uomo, di principi fondamentali vissuti con gioiosa vitalità.

L’articolo integrale con tutti gli articoli dal territorio della Diocesi di Novara si potranno trovare sul nostro settimanale in edicola a partire da venerdì 6 giugno. Il settimanale si può leggere abbonandosi o acquistando il numero che interessa cliccando direttamente qui.

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