Saranno oltre 500mila i giovani attesi a Roma da tutto il mondo per il Giubileo dei Giovani, in programma dal 28 luglio al 3 agosto. Provenienti da 146 Paesi, compresi contesti di guerra come Libano, Ucraina, Siria, Iraq, Sud Sudan, Myanmar e Israele, i ragazzi vivranno una settimana di eventi spirituali, culturali e festivi, culminanti negli incontri con Papa Leone XIV a Tor Vergata. Tra loro, 70mila saranno italiani, radunati dalla Conferenza episcopale in un incontro speciale il 31 luglio, e 560 provenienti dalla diocesi di Novara.
Per l’occasione, la città sarà pronta ad accogliere la moltitudine grazie alla collaborazione tra Vicariato di Roma, diocesi del Lazio, scuole, famiglie e istituzioni. Oltre 370 parrocchie, 470 scuole e 40 palazzetti offriranno ospitalità, mentre la Fiera di Roma diventerà una vera e propria “città nella città”, con 25mila posti disponibili. Il servizio sarà garantito h24 dalla Protezione civile, con 20 punti ristoro, 3.500 esercizi convenzionati, 2.760 bagni chimici e 5 milioni di bottigliette d’acqua. Mons. Rino Fisichella, pro-prefetto del Dicastero per l’evangelizzazione, ha definito l’evento «il momento più atteso del Giubileo, perché è anche quello più partecipato», sottolineando il valore universale di questa settimana: «I giovani rappresentano il volto vivo della Chiesa. La loro presenza da ogni angolo del mondo, anche da Paesi martoriati dalla guerra, è segno di speranza e di unità».
Tra gli appuntamenti principali, la giornata penitenziale del 1° agosto al Circo Massimo, dove oltre mille sacerdoti si alterneranno per le confessioni. Il giorno seguente, il 2 agosto, si apriranno i cancelli di Tor Vergata: il pomeriggio sarà animato da musica e spettacoli – tra cui il trio “Il Volo” – e dalla veglia con il Papa, che risponderà in diverse lingue a domande poste da tre giovani. Il 3 agosto, al mattino, la Messa conclusiva con Leone XIV chiuderà il Giubileo. Don Riccardo Pincerato, responsabile del Servizio nazionale di pastorale giovanile della CEI, riflette sul significato profondo dell’evento: «Partecipare al Giubileo per molti giovani è anche un modo per conoscere una Chiesa nuova. Non è scontato oggi sentirsi parte della comunità cristiana, e per tanti il Giubileo rappresenta l’occasione per scoprirla o riscoprirla. È una sfida, ma anche un’opportunità di incontro profondo».
Saranno oltre 70 le iniziative diffuse in città e nelle periferie, dove i giovani saranno protagonisti anche nel servizio e nell’animazione dei quartieri. A San Giovanni Bosco, ad esempio, più di 5.000 ragazzi coinvolgeranno la comunità locale. A supporto dei pellegrini anche due app ufficiali, “Vatican Vox” e quella di Radio Vaticana, con traduzioni e commenti in più lingue.
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