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Negli oratori di tutto il territorio diocesano, i gruppi di ragazzi che hanno preso parte al Giubileo dei Giovani, stanno organizzando incontri per raccontare alle comunità cristiane le loro giornate romane, trascorse con un milione di giovani da tutto il mondo, riuniti intorno a papa Leone. Alcuni hanno preparato dei video, altri mostre fotografiche e tanti stanno scrivendo le proprie riflessioni da condividere con chi, da casa, li ha sostenuti e seguiti.

«Per i ragazzi della nostra diocesi, la maglietta azzurra del Giubileo dei Giovani è sicuramente già nell’armadio e lo zaino ha già vissuto sicuramente altre avventure durante l’estate. Eppure, la mente va all’esperienza vissuta a Roma dal 27 luglio al 3 agosto, le emozioni di quelle giornate trascorse nel segno della fraternità, della condivisione e della semplicità, li hanno resi pellegrini di Speranza per sempre – commenta don Gianluca De Marco, direttore dell’Ufficio diocesano per la pastorale giovanile -. Nei loro smartphone e nelle gallerie dei loro profili social conservano con cura le foto di ciò che hanno vissuto: incontri, riflessioni, esplosioni di gioia condivise con amici vecchi e nuovi. Ma nel loro cuore risuonano le parole del Papa rivolte proprio a loro, le riflessioni sincere fatte durante le catechesi. Sicuramente in tanti stanno sentendo forte il desiderio di raccontare quanto hanno vissuto, di spiegare a tutti che cosa è stato questo pellegrinaggio di Speranza che ha voluto loro, i giovani, protagonisti».

«Una cascata di grazia per la Chiesa e il mondo intero». Così Papa Leone a Tor Vergata durante l’Angelus ha definito questo Giubileo dedicato ai giovani, lasciando loro un invito importante: «Aspirate alle cose grandi», come Pier Giorgio Frassati e Carlo Acutis, perché la fragilità non è «un tabù» e «la pienezza della nostra esistenza non dipende da ciò che accumuliamo né, da ciò che possediamo».

A conclusione dell’incontro, il Papa ha chiesto ai giovani di diventare missionari di Speranza: «Portate questa gioia, questo entusiasmo a tutto il mondo! Voi siete sale della terra, luce del mondo: portate questo saluto a tutti i vostri amici, a tutti i giovani che hanno bisogno di speranza».
Negli oratori e nelle chiese parrocchiali, durante i momenti di avvio dell’anno pastorale e le feste patronali, i ragazzi avranno l’occasione di condividere la loro esperienza di fronte alle famiglie e a tutta la comunità. «Speriamo che gli adulti rispondano positivamente al loro invito – prosegue don De Marco -. Hanno bisogno di essere ascoltati e coinvolti nella vita della comunità. Il loro entusiasmo non deve essere spento».

Le risonanze delle giornate romane, che i partecipanti hanno condiviso attraverso un diario digitale messo a disposizione dalla Conferenza episcopale italiana, saranno utilizzate per definire il cammino della pastorale giovanile del prossimo anno. «I loro pensieri e le loro riflessioni – riprende don Gianluca – saranno un punto di partenza importante per la definizione delle proposte del prossimo anno pastorale, che presenteremo a tutti i giovani e agli operatori di pastorale giovanile il prossimo 28 settembre».

L’articolo completo, così come altri approfondimenti provenienti dalla Diocesi di Novara si possono trovare sul nostro settimanale in edicola a partire da venerdì 29 agosto. Il settimanale si può leggere abbonandosi o acquistando il numero che interessa cliccando direttamente sopra a qui.

A questa pagina, il racconto dell’esperienza del Giubileo dei Giovani pubblicato a ridosso dell’evento dal nostro settimanale.

Sul sito della diocesi di Novara, l’agenda diocesana per l’anno pastorale 2025-2026.

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