«La testimonianza di San Gaudenzio è il segno concreto dell’amore di Dio per tutti noi. Lui stesso ha molto amato questa comunità e anche noi, a distanza di secoli, oggi, siamo invitati a prendercene cura e a volerle bene».
Con il ricordo della vita di San Gaudenzio mons. Renzo Cozzi, parroco delle Parrocchie unite del Centro, ha dato, alla presenza del vescovo mons. Franco Giulio Brambilla, il benvenuto ai tanti fedeli che si sono ritrovati lo scorso sabato 17 gennaio per l’apertura dello scurolo. Tra i fedeli, un gruppo di pellegrini in abiti d’epoca dell’Associazione Colonia Gallorum di Grignasco e quelli dell’Associazione Amici di Santiago, giunti da Ivrea a piedi, dopo tre giorni di cammino.
La patronale ha preso il via con l’apertura della cappella in cui è custodita la teca di vetro nella quale sono poste le reliquie del santo patrono della città e della diocesi, alla presenza delle autorità civili. Dopo il benvenuto di mons. Cozzi, la cerimonia è proseguita con la relazione della Fondazione Fabbrica Lapidea.
Il presidente Matteo Caporusso, ha presentato l’impegno dell’ente – divenuto una Fondazione da pochi mesi – nell’ultimo anno, mettendo un accento sul programma dell’anno appena iniziato. «I lavori che si sono resi necessari sono numerosi. Oltre al restauro del pavimento a mosaico, abbiamo potuto rimuovere il ponteggio che si trovava a circa 80 metri d’altezza da 30 anni, migliorato il sistema antifurto e incominciato la ristrutturazione dell’appartamento che si trova sopra alla Sala di San Giorgio» ha spiegato.
Tra gli interventi previsti per il 2026, la manutenzione delle grondaie e delle cavitoie, la sistemazione degli ambienti interni per ospitare la società Kalatà e il restauro del tetto dello Scurolo, «dove delle infiltrazioni danneggiano l’affresco del Legnanino». Da parte della Fabbrica Lapidea, il ringraziamento al Comune di Novara, «per i contributi concessi per affrontare le spese di ristrutturazione del monumento, in aggiunta ai 60mila euro a bilancio: 20mila euro per i tetti e per la manutenzione programmata 250mila euro su tre anni».
Non basta, però, il contributo pubblico. «Speriamo di raccogliere offerte dai privati. Ogni piccola offerta, come i 20 euro per la “Rosa”, disponibile in fondo alla chiesa, sarà un piccolo gesto d’amore verso un luogo che è centro della storia di questa comunità». Al termine, la lettura della vita di San Gaudenzio da parte del canonico don Carlo Scaciga, la preghiera con il vescovo e la salita allo Scurolo.
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