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La riflessione di don Marco Barontini per l’Avvio dell’anno di pastorale giovanile e dell’Anno formativo del Seminario per il 2026-2027, che si è svolto a Gozzano domenica 20 settembre.

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Quest’anno l’avvio dell’anno di Pastorale Giovanile ha coinciso con l’inizio del cammino formativo del Seminario diocesano e si è svolto proprio nella sede del Seminario di Gozzano.

Abbiamo spesso sentito dire che il Seminario è il “cuore della diocesi”. La formazione dei futuri sacerdoti, infatti, non può restare distante dalla vita pastorale, soprattutto da quella rivolta ai giovani: nel percorso formativo si impara uno stile che deve essere in profonda sintonia con ciò che la diocesi vive e propone.

Allo stesso modo, la pastorale giovanile è strettamente legata alla pastorale vocazionale, perché l’azione della Chiesa verso i giovani mira ad accompagnarli nella crescita della fede e nelle scelte decisive della vita adulta. Quest’anno la nostra diocesi registra il numero più basso di seminaristi: sono soltanto sette i giovani in cammino verso il sacerdozio. Come abbiamo già ricordato, questo dato non deve spaventarci, ma spronarci a vivere meglio la Chiesa.

Un giovane non può comprendere la chiamata al sacerdozio come un percorso soltanto personale o intimo tra lui e il Signore: è nella vitalità della comunità cristiana, e accompagnato nel discernimento dalla comunità stessa, che può riconoscere una possibile chiamata a servire il Signore nel ministero sacerdotale.

I diversi percorsi proposti dall’Ufficio di pastorale giovanile della nostra diocesi possono diventare occasioni preziose per scoprire la chiamata ad assumersi una responsabilità a servizio della comunità cristiana, non solo per un tempo limitato, ma come scelta di vita. Gli anni di trasformazione pastorale che le nostre comunità stanno vivendo devono aiutare i giovani ad appassionarsi, senza lasciarsi scoraggiare dalle difficoltà, al modo in cui il Signore può avere bisogno di ciascuno per continuare la sua opera di salvezza.

Durante la preghiera dei Vespri per l’avvio dell’anno di Seminario, nella basilica di San Giuliano, alla presenza di molti giovani provenienti da diverse zone della diocesi, le parole “consolazione” e “obbedienza”, che ho richiamato nel commento alla lettura breve, hanno voluto essere un segno di speranza per i seminaristi e un invito rivolto ai giovani a interessarsi alla realtà del Seminario.

Così i seminaristi non si sentiranno soli nel loro percorso di formazione e altri giovani potranno conoscere più da vicino questa realtà: chissà che, poco alla volta, qualcuno non scelga di intraprendere lo stesso cammino.

Don Marco Barontini
Rettore del Seminario San Gaudenzio

Articolo completo e altri servizi dalla Diocesi di Novara saranno sul nostro settimanale in edicola e online da venerdì 25 settembre. Il settimanale si può leggere abbonandosi cliccando qui

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