La sfida dell’edilizia popolare non è soltanto costruire nuovi alloggi, ma creare quartieri vivi, con servizi, verde e spazi di aggregazione, capaci di rispondere a un’emergenza abitativa che negli ultimi anni ha cambiato profondamente volto.
È il messaggio emerso durante la presentazione del Quaderno dell’Osservatorio sull’edilizia popolare dedicato a Novara, scelta come una delle esperienze nazionali raccontate dalla collana promossa dall’Ugl per il percorso avviato nella rigenerazione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica.
«Le povertà sono cambiate e con esse è cambiata anche la domanda di casa» ha sottolineato il sindaco Alessandro Canelli.
Per il sindaco, però, la sfida non riguarda soltanto gli immobili, ma i profondi cambiamenti sociali che stanno interessando il territorio.
«Oggi il problema abitativo è molto più ampio rispetto al passato. Quando una famiglia arriva a spendere oltre il 40% del proprio reddito per la casa entra inevitabilmente in una situazione di difficoltà. È un fenomeno che interessa sempre più persone e che richiede risposte nuove».
A confermare il cambiamento è stata l’assessore alle Politiche abitative Teresa Armienti.
«Riceviamo tre o quattro richieste di abitazione al giorno, spesso da persone che non avevano mai avuto contatti con i Servizi sociali. Ci troviamo di fronte a giovani coppie, nuclei monoreddito, famiglie che faticano a sostenere i costi degli affitti e a un aumento degli sfratti. Oggi il primo problema sociale è quello della casa».
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