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«Uno spazio-scuola dove i ragazzi possono sempre sentirsi a casa». Una situazione che ha creato «quel senso di profonda appartenenza che motiva e dà senso all’intero Piano dell’offerta formativa pensato non PER gli studenti, ma CON gli studenti… A voi l’augurio di continuare a essere spazio e luogo di incontro, confronto e crescita per tanti altri ragazzi».

Sono alcune righe di una delle lettere giunte al liceo scientifico Antonelli di Novara in queste settimane. Negli scritti, di genitori di studenti che – con l’esame di maturità – hanno concluso il percorso nella scuola di via Toscana, la gratitudine per quanto l’istituto ha saputo offrire.

Una testimonianza concreta di come la scuola possa proporre percorsi di crescita importanti e condivisi, così come offrire e creare relazioni educative profonde, che – negli anni – diventano un significativo patrimonio di vita.

Sono diverse le lettere di questo tenore indirizzate al liceo. Firmate da genitori e, in taluni casi, anche da studenti, che ringraziano la scuola e tutto il personale. Non solo preside e docenti, ma anche i collaboratori scolastici.

«Non sono semplici ringraziamenti – commenta la dirigente scolastica, Silvana Romeo – ma racconti autentici di esperienze vissute, di momenti di scuola da ricordare. Una lunga onda di gratitudine – prosegue la preside – per aver accompagnato i figli in un cammino di crescita sana, in un ambiente sereno, accogliente e ricco di stimoli culturali». Una gratitudine nei confronti dell’intero liceo. «Quando la scuola, mi verrebbe da dire – aggiunge Romeo – lascia il segno».

A scrivere sono mamme e papà che nell’Antonelli hanno trovato non solo un luogo di istruzione, ma uno spazio di ascolto, accoglienza e cura.

Una madre, Carola, ex allieva lei stessa, racconta l’emozione di vedere il figlio maggiore diplomarsi, sottolineando come il sostegno ricevuto nei momenti critici sia stato decisivo per far emergere le sue potenzialità.

“E’ stato davvero gratificante – scrive – riscontrare la stessa mia felicità nell’esperienza di un figlio. La narrazione dell’Antonelli come scuola fredda ed elitaria – continua la madre – non corrisponde alla realtà. Io ho trovato solo accoglienza e disponibilità».

Un altro genitore, Giacomo, ricorda con riconoscenza il cammino del figlio e l’impegno di alcuni docenti capaci non solo di insegnare, ma di educare al pensiero critico, al rispetto e alla responsabilità.

Altri articoli così come altri approfondimenti provenienti dalla Diocesi di Novara si possono trovare sul nostro settimanale in edicola da venerdì 25 luglio. Il settimanale si può leggere abbonandosi o acquistando il numero che interessa cliccando qui.

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