Duecentomila euro complessivi, centomila ognuna, per le case circondariali presenti sul territorio della Diocesi, a Novara e a Verbania. Obiettivo, migliorare le condizioni di vita dei detenuti e del personale penitenziario. È quanto ha messo a disposizione la Caritas diocesana con il progetto “Spazi di Speranza”, iniziativa caritativa lanciata a gennaio, in occasione della festa patronale di San Gaudenzio, dal vescovo Franco Giulio Brambilla, come actio emblematica per il Giubileo.
Il vescovo: «Un modo per ridurre la recidiva»
«Un intervento – ha esordito il vescovo – che vuole portare speranza tra le persone detenute nelle due strutture (70 a Verbania e 170 a Novara, NdR). E portare al di fuori delle mura carcerarie temi troppo spesso dimenticati». Mons. Brambilla ha poi ricordato il suo impegno, tra il 1967 e il 1970, «nel carcere minorile di Arese, nato come distaccamento e centro di rieducazione per ragazzi provenienti dal Beccaria di Milano. Per quei giovani due erano le priorità: imparare un lavoro al mattino e fare scuola al pomeriggio».
Perché il carcere non sia solo un luogo dove si «eroga» una pena, ma dove poter riprendere un cammino: «ad Arese il tasso di “recidiva”, grazie a questi interventi, era sceso dall’80% al 20%».
Finanziato dalle donazioni nelle parrocchie e con i fondi Caritas e 8×1000
A entrare nei dettagli del progetto, il direttore della Caritas diocesana, don Giorgio Borroni: «Tutto è nato in occasione del Giubileo. Volevamo dare vita a un segno importante e di speranza e, attraverso il Consiglio episcopale, si è deciso di aiutare le case circondariali della nostra Diocesi». I primi contatti risalgono al dicembre dello scorso anno. «Il vescovo ha poi incontrato le due direttrici e il progetto ha assunto ancora più concretezza».
I 200mila euro raccolti arrivano dalle donazioni dei fedeli delle parrocchie fatte durante la “Quaresima di Solidarietà”, dai fondi dell’8×1000 della diocesi e a stanziamenti «messi a disposizione dalla stessa Caritas», ha spiegato don Borroni.
L’intervento a Verbania
Una cifra che ora consentirà di concretizzare interventi che da tempo si attendevano nelle due case circondariali. A Verbania si procederà al rifacimento dei bagni, un intervento essenziale per restituire decoro, igiene e rispetto della persona, trasformando uno degli aspetti critici della detenzione in un segno concreto di attenzione e di cura. La direttrice del carcere di Verbania, Claudia Piscione: «Il grazie è alla Diocesi e al vescovo Brambilla per l’opportunità che ci è stata offerta. Un’occasione che ci consente di intervenire su criticità tipiche di tutte le carceri, soprattutto di quelle vetuste come la nostra. Interventi che restituiscono dignità alle persone detenute e che migliorano le relazioni. Il concetto di dignità – ha concluso – è qualcosa di fondamentale, che va mantenuto sempre».
L’intervento a Novara
Nel carcere di Novara, invece, le celle e le aree comuni saranno dotate di arredi e servizi più dignitosi e sorgeranno spazi per il lavoro e la manutenzione. Verranno fornite anche attrezzature per la cucina, il tempo libero e lo sport. Non tralasciando un’area giochi pensata per i bambini che andranno a trovare i famigliari. Tutti interventi che creeranno un ambiente più umano.
Sono gesti di carità che parlano alla città intera, ricordando a tutti che anche «chi ha sbagliato conserva una dignità inviolabile e merita di poter avviare un cammino di redenzione».
Annamaria Dello Preite, direttrice del carcere di Novara: «Anche per noi il grazie è a tutta la Diocesi e al vescovo. Lo scorso dicembre ha chiamato me e il cappellano per chiedere cosa potesse fare la Chiesa per il carcere. Era chiara la voglia di esprimere vicinanza non solo ai detenuti ma a tutto il personale. Il nostro non può che essere un grande grazie». La direttrice ricorda come il progetto iniziale abbia subito nel tempo una modifica. «Si è passati da una sala polivalente, che alla nostra struttura manca, al materiale utile a lavori di manutenzione, ma anche strumenti per la cucina e per altri settori della vita quotidiana. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, l’altro giorno, intervenuto al carcere femminile di Rebibbia, ha sottolineato l’importanza di ridurre la distanza che c’è tra carcere e mondo esterno. E quanto fatto con “Spazi di Speranza” va proprio in questa direzione».
Anche un dono per il personale dei due istituti
Durante la conferenza stampa di presentazione del progetto giubilare “Spazi di Speranza”, la Caritas ha annunciato un ulteriore stanziamento a favore delle due case circondariali presenti sul territorio, con la messa a disposizione di diecimila euro complessivi da destinare al personale delle due carceri, complessivamente 200 agenti di Polizia penitenziaria tra Novara e Verbania.
«È una decisione che abbiamo assunto in questi giorni – commenta il direttore della Caritas, don Giorgio Borroni -. Un ulteriore budget per essere accanto a persone che spesso vivono lontane dalle loro famiglie, che rivedono dopo settimane, e che dormono nelle caserme inserite all’interno delle due carceri. I diecimila euro sono costituiti da tessere regalo da 50 euro che gli operatori potranno utilizzare nei supermercati per acquistare prodotti a loro necessari».
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